Fulham: da possibile sorpresa a probabile flop?

Nonostante un calciomercato spumeggiante e una proprietà ambiziosa, la neopromossa londinese non riesce ad ingranare in Premier. Che sia un bluff?

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Duisburg Cup der Traditionen

La Premier League ha sempre affascinato gli appassionati di calcio di tutto il mondo per la sua imprevedibilità, quindi, nella maggior parte dei casi, la sorpresa, sia essa negativa o positiva, non è esattamente la novità della casa. Eppure, nonostante tutto, fa scalpore la fatica che sta facendo il Fulham per riuscire ad imporsi nella massima serie inglese dopo la promozione conquistata lo scorso anno ai play-off. 

La squadra allenata dall'ex nazionale jugoslavo Slavisa Jokanovic ha ottenuto la miseria di 5 punti su 6 partite (1 vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte), la terza peggior partenza di sempre dei Cottagers in Premier League (soltanto nelle stagioni 2011/12 e 2013/14 si è fatto di peggio) e solo 3 punti di vantaggio dalla zona retrocessione, nonostante un calciomercato sontuoso dal valore di quasi 100 milioni di sterline. Se non sorprendono le sconfitte (seppure nette) contro Tottenham e Manchester City in trasferta, fanno storcere un po' il naso, invece, i pareggi con Brighton (provvidenziale il rigore parato da Bettinelli a Gross per l'occasione) e il Watford e la sconfitta casalinga all'esordio per 2-0 con il Crystal Palace allenato dal grande ex Roy Hodgson, mentre l'unica vittoria è arrivata in casa contro un Burnley alle prese con le scorie delle fatiche di Europa League.  

Shahid Kahn aveva investito tanto affinché la squadra si affermasse come la sorpresa della Premier League in positivo, ma lo scarso rendimento non sta rendendo giustizia ai soldi spesi dall'imprenditore pakistano. Molti giocatori stanno rendendo ben al di sotto delle loro effettive capacità, tra cui i difensori Mawson e Chambers, veramente pessimi e mai all'altezza della situazione in queste prime partite stagionali. A centrocampo Seri riesce a giganteggiare grazie alla sua duttilità, ma spesso viene sacrificato all'altare per svolgere il ruolo di playmaker, caratteristica che non è esattamente nelle corde del mediano ivoriano, mentre in avanti stanno avendo un rendimento troppo altalenante Schürrle e Vietto: entrambi gli attaccanti vengono da stagioni condite da tribune e panchine e sono in fase calante, quindi la loro continuità di prestazione dipende anche dalla loro tenuta fisica e dalla disabitudine a giocare tante partite ravvicinate. A fasi alterne anche le prestazioni di Le Marchand e Fosu-Mensah, con il primo che convince da centrale, ma non da terzino sinistro, e il secondo che paga alcune distrazioni in fase difensiva e l'eccessiva irruenza negli interventi. Non sta convincendo appieno nemmeno il camerunese Zambo-Anguissa, centrocampista fin troppo lento e ruvido per i canoni della Premier League.

Alla fine della fiera, i giocatori che dal miglior rendimento e che stanno momentaneamente tenendo in piedi la baracca sono: il portiere Marcus Bettinelli, che non partiva nemmeno titolare nelle gerarchie iniziali di Jokanovic (il quale inizialmente gli preferiva i nuovi Fabri in campionato e Sergio Rico in coppa), si è riconquistato il posto a suon di prestazioni sontuose che gli sono valse la chiamata in Nazionale del ct Southgate; Aleksandr Mitrovic, il centravanti serbo riscattato per 20 milioni dal Newcastle e che in queste prime 6 partite ha realizzato 5 gol, dando continuità a quanto di buono fatto vedere nei suoi 6 mesi giocati in Championship, lasciandosi così alle spalle le stagioni negative vissute sulle rive del Tyne; Ryan Sessegnon, la next big thing del calcio inglese, terzino sinistro classe 2000 che sta sì avendo difficoltà a mettere in mostra le sue abilità offensive (21 gol in 2 stagioni di Championship), ma che sta mostrando grandi abilità anche in fase difensiva nella sua prima stagione in Premier. In altre parole, è l'usato sicuro quello che sta rendendo di più, ma comunque non sta bastando per evitare al Fulham l'etichetta di delusione di questo inizio di campionato.

Shakespeare parlava di "tanto rumore per nulla", chissà se sarà così quando si tireranno le somme a fine stagione...

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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