Frank Ribéry, l’immortale del Bayern

Il francese nel turno infrasettimanale di Bundesliga contro il Lipsia ha realizzato la rete decisiva entrando dalla panchina

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
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FC Bayern Muenchen v Hamburger SV - Bund

Alle ore 22 del 19 dicembre 2018 a Monaco di Baviera le lancette del tempo hanno fatto un vorticoso balzo all'indietro.

E' accaduto infatti che al Bayern Monaco per vincere la delicata sfida di campionato contro il Lipsia sia occorso un bellissimo goal di un giocatore subentrato dalla panchina.

Il giocatore in oggetto non è un calciatore qualsiasi sopratutto per la storia scritta a quelle latitudini, il lui in oggetto è Frank Ribéry. Dal suo sbarco in terra tedesca sono trascorsi undici anni ma il francese sa ancora essere utile se non indispensabile come allora.

Tutto questo apre diversi scenari sul futuro del club bavarese dato che proprio nelle scorse settimane la dirigenza del Bayern ha annunciato che questa, sia per Ribéry che per Robben, sarà l'ultima stagione con la maglia della squadra allenata da Niko Kovac.

In totale Ribéry con il Bayern ha disputato 408 incontri realizzando 120 reti e fornendo 180 assist e tra le altre cose le due reti stagionali sono state praticamente messe a segno consecutivamente ieri sera appunto contro il Lipsia e nel match contro il Norimberga.

Era l'estate 2006 e proprio in Germania Frank si mostrava al mondo durante il Mondiale disputato con la nazionale francese. In quella edizione della Coppa del Mondo l'allora ventitreenne Ribéry si mise in luce facendo vedere sprazzi di quel talento che conquisterà la Baviera.

Come detto al Bayern arriverà nel 2007 dal Marsiglia dove prese in dote la maglia numero 7 che fu di Mehmet Scholl, da allora in poi quello sarà il suo numero distintivo.

In carriera ed in special modo nella vita egli ha conosciuto le difficoltà del giudizio altrui; vittima, infatti a soli due anni di un grave incidente stradale che ne condizionerà l'aspetto esteriore il piccolo Frank dovrà confrontarsi sin da subito con l'ottusità e la follia di un mondo (compreso quello degli adulti) che esprime giudizi basati sulla sola apparenza. Così l'infanzia non sarà semplice (come da lui stesso raccontato) dato che nessuno, eccezion fatta per i genitori adottivi, erano pronti ad escluderlo ed offenderlo per la "non linearità" del proprio viso.

Le parole fanno male ed è per questo motivo che Ribéry è dovuto crescere in fretta, trovando il riscatto nello sport e nel calcio in particolare.

A 36 da compiere nel 2019 il tempo anagrafico ha scandito per lui il passo d'addio anche se in pochi sono stati dotati da Madre Natura di quel dribbling fulminante e di quella tecnica sublime.

A Monaco c'è da giurarci che a fine stagione saranno molti i tifosi a commuoversi quando il loro beniamino si congederà ma siamo pronti a scommettere anche che prima di allora il club del presidente Rummenigge avrà ancora bisogno in più di una circostanza dell'aiuto del "ragazzo." 

FC Bayern Muenchen v AEK Athens - UEFA C
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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