Eduardo Camavinga: Una tela bianca.

Una breve analisi sulle qualità e lo stile di gioco del centrocampista in forza al Rennes.

di Matteo Di mango
Matteo Di mango
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Camavinga

 Quattro stagioni dopo Ousmane Dembelè ci risiamo, il Rennes ha sfornato e messo alla ribalta un altro talento. Un giocatore dotato di una classe che emana una luce così luminosa che è impossibile da ignorare; una luce che si accende nel centrocampo del club francese e si espande per tutta la Francia. Stiamo parlando di Eduardo Camavinga. Ciò che impressiona del giovanissimo talento francese classe 2002 è la tranquillità con cui gioca in mezzo al campo. E’ straordinaria la sua capacità di essere a suo agio in uno dei ruoli più delicati del centrocampo. Grazie alle sue impressionanti capacità fisiche e tecniche, Camavinga sembra un adulto che gioca con i bambini, anche se è proprio lui il bambino. Tutto sembra troppo facile. Il numero 10 gioca come regista di centrocampo in un 4-4-2 abbastanza disordinato. Al giovane Eduardo quindi spetta eseguire il doppio lavoro, sia quello sporco in fase di recupero sia quello creativo in fase d’impostazione. Camavinga è il prescelto per il primo passaggio in fase d’impostazione, tutte le azioni passano per i suoi piedi. In fase difensiva, grazie alle sue lunghe leve, è un giocatore utilissimo per la squadra, perchè vince parecchi contrasti. Recupera molti palloni e sporca moltissime linee di passaggio avversarie. Aiutato dall’età, riesce a tenere un ritmo altissimo della corsa per tutti e 90 minuti. Spesso a causa della sua foga agonistica risulta un po’ troppo irruento e istintivo; succede che gli avversari attacchino il buco alle sue spalle lasciato libero dal suo posizionamento. Un difetto assolutamente comprensibile data la tenera età e soprattutto sicuramente migliorabile.Quando il campo si apre e la sua creatività può sfogarsi, beh, li c’è da divertirsi. In quei momenti si può notare un’originalità di pensiero abbinata ad un’eleganza nella conduzione del pallone semplicemente uniche. Le sue lunghe leve, oltre a farlo sembrare una piovra in grado di intercettare tutte le palle in fase di ripiego, sono anche una vera e propria tortura per i difensori avversari.Il primo goal della stagione, quello contro il Montpellier, che sta facendo il giro dei social, è una perla. Possiamo solo immaginare la frustrazione e la sensazione di panico che deve provare un difensore che affronta Camavinga. Giochi di gambe continui e velocissimi che sarebbero in grado di rimbambire anche il più esperto dei difensori, il tutto accompagnato da furbi e leggiadri movimenti del busto spesso in contrapposizione con quelli delle gambe, ne esce fuori un dribbling così ipnotico e confusionario che blocca qualsiasi tipo di soluzione.I difensori non potevano tentare l’anticipo, poiché il 2002 è partito da centrocampo e ha combinato un triangolo con un compagno per potersi accentrare, impossibile tentare di affondare il tackle vista l’innata capacità di spostare la palla proprio all’ultimo istante disponibile. L’unica opzione possibile era temporeggiare, era l’unica opzione logica vista la situazione, eppure anche l’indietreggiare e temporeggiare si è rivelato inutile; i troppi metri concessi al talento francese gli hanno permesso di liberare un tiro rasoterra in diagonale di sinistro che con forza e precisione si è infilato all’angolino del palo opposto.Eduardo Camavinga è una tela bianca, candida purissima, che aspetta solo di essere dipinta. Nonostante tutte queste sue qualità ancora non si è capito quale sia la sua posizione ottimale. Potrebbe essere un regista, una mezzala o addirittura un trequartista, viste le qualità potrebbe ricoprire tranquillamente anche la posizione di ala offensiva. In queste due stagioni di Ligue 1 propone più un calcio basato sul contesto che su una propria impronta individuale, ogni settimana è in grado di stupire e introdurre nuovi aspetti del suo stile di gioco. Camavinga con il suo calcio non afferma, insinua. Non mostra le sua qualità, lascia che si intravedano, è in una fase dove tutto nel suo calcio è completamente nuovo.

La fonte dell'articolo è l'autore Matteo Di mango

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