Dalle luci di Mosca al campo di Gibilterra: la favola del Drita

Da Mosca a Gibilterra, 4000 chilometri di distanza, dalle giocate dei campioni a quelle in campetti semivuoti, in nome della passione

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(17 articoli pubblicati)
Champions League

Tutti i riflettori sono puntati in Russia, attuale punto focale per tutti gli appassionati di calcio, proscenio della competizione massima per eccellenza: il Mondiale. Di contrasto, a circa 4.000 chilometri da Mosca, a Gibilterra per esattezza, è andato in scena il primo atto della Champions League 2018-2019. Solo gli appassionati davvero estremi avranno appuntato in agenda questo mini-torneo, un quadrangolare ad eliminazione diretta che metteva in palio un posto nel secondo turno preliminare di Champions League.

Un preliminare del preliminare, se così lo vogliamo definire, che ha coinvolto quattro formazioni di quattro nazioni diverse, le ultime del ranking UEFA: FC Santa Coloma (Andorra), La Fiorita (San Marino), Lincoln Red Imps (Gibilterra) e Drita (Kosovo). Il torneo è stato vinto dal Drita, imponendosi in finale contro i padroni di casa del Lincoln Red Imps per 4:1 dopo i tempi supplementari ed acquisendo, così, il diritto di affrontare il Malmoe, nel secondo turno preliminare.

E' calcio anche questo, sebbene lontano dai riflettori, dai milioni che gravano attorno i grandi campioni ed i top-club. Un calcio fatto di passione, un calcio diverso, nel quale i giocatori di queste squadre formata anche da persone "normali" che prima vanno a lavorare per poi indossare la divisa e allacciare gli scarpini. 

E' il bello di questo sport, ovvero apprezzarlo in ogni sua forma: godersi tutta la bellezza di una fase finale di un Mondiale, con la sua storia, il suo fascino, i suoi stadi gremiti, lo spettacolo offerto dai fuoriclasse e dalle tifoserie che, a modo loro, sanno offrire il loro vitale apporto e supporto per rendere questa competizione unica ed inimitabile, e passare poi ad uno stadio di Gibilterra, dove per tre giorni si sono date battaglia quattro squadre in cerca della loro gloria.

Una gloria diversa, che si raggiunge segnando un gol al Santa Coloma o battendo il Lincoln Red Imps. Soddisfazioni importantissime ed indescrivibili per chi il calcio lo vive, lo ha giocato, lo gioca e dunque comprende cosa si prova quando si segna un gol, si vince una partita, si vince un campionato o si passa un turno di coppa. Chiedetelo a Leridon Leci, difensore del Drita, autore della doppietta decisiva per la vittoria sul Lincoln, oppure a Xhevdet Shabani e Haxhi Neziraj, autori degli altri due gol cosa si prova a segnare un gol nel primo turno preliminare in Champions League; vi risponderanno che è stata la più grande soddisfazione della loro carriera. E come dar loro torto? 

In fondo, anche il Drita gioca a calcio come il Real Madrid. Anche Shabani e Neziraj giocano come Messi e Ronaldo. Un pallone da calciare e mandarlo alle spalle del portiere avversario, lo scopo di ogni calciatore. Poi, entrano in ballo tutti gli altri fattori, ma questa è un'altra storia. Nel frattempo, complimenti al Drita, che può continuare a vivere la sua favola europea. 

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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