Coppa d’Asia: Qatar nella storia, è campione d’Asia

Primo storico successo per gli Al Annabi nella massima competizione continentale, Giappone battuto 3-1

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
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Japan v Qatar - AFC Asian Cup Final

C'è sempre una prima volta nella vita. E che prima volta per il Qatar allenato da Félix Sánchez, che allo Zayed Sports City Stadium di Abu Dhabi s'impone nella finale di Coppa d'Asia con un netto 3-1 sul più quotato Giappone e, per la prima volta e alla prima finale della sua storia, diventa campione d'Asia. Davvero un'ottima partita giocata dagli Al Annabi, che sintetizza alla perfezione il torneo giocato da una squadra figlia di un movimento calcistico ambizioso e in costante crescita e che ha messo in mostra non solo un ottimo gioco, ma anche un organico di tutto rispetto. Certo, 10 giocatori convocati su 23 sono di origine straniera e un paio di questi avevano suscitato non poche lamentele riguardo la liceità del loro processo di naturalizzazione (il difensore Al Rawi, di origine irachena, e il centravanti Almoez Ali Abdulla, di origine sudanese), ma ad ogni modo, si tratta di una squadra che sarà sicura protagonista nei prossimi Confederations' Cup e Mondiale che si giocheranno proprio in Qatar.

Per quanto riguarda il Giappone, invece, la squadra di Moriyasu veniva da un ottimo Mondiale sotto la gestione Nishino che aveva lasciato ben sperare in vista di questa competizione, ma la perdita di molti pezzi da novanta per questioni fisiche e, soprattutto, anagrafiche, ha leggermente ridimensionato le ambizioni di una squadra che sta cercando di ricostruire. Sicuramente la finale della competizione era uno degli obiettivi ed era anche alla portata dei Samurai Blu, però in questa Coppa d'Asia si è visto raramente il Giappone pimpante e rognoso ammirato in Russia, ma più una squadra pigra e guardinga, che si accontentava del compitino senza mai esagerare (solo nella semifinale contro l'Iran si è visto qualche sprazzo del Giappone che fu).

Parlando della partita, il Giappone subisce per tutti i 90' di gioco la furia dei qatarioti, più che mai decisi a far loro una competizione che fino a 4 anni fa non avrebbero mai pensato di poter vincere, dato che non erano mai andati oltre i quarti di finale; in più, l'aver vinto un trofeo così importante negli odiati Emirati Arabi Uniti rende questo successo per il Qatar ancora più memorabile. Il match si sblocca già al 12' grazie al capocannoniere del torneo ed MVP della finale Almoez Ali Abdulla, che s'inventa una fantastica rovesciata all'altezza del dischetto del rigore dopo una serie di palleggi di spalle alla porta, sorprendendo un Gonda non esattamente irreprensibile. Nono gol in 7 partite per questo splendido attaccante, che avrebbe anche l'opportunità di raddoppiare le marcature un minuto dopo, ma Yoshida è strepitoso in scivolata ad impedire la capitolazione anticipata dei suoi. Per sfortuna del Giappone, il raddoppio è stato soltanto rimandato, visto che al 27' Hatem trova un magnifico sinistro a giro sotto l'incrocio dei pali che beffa imparabilmente il portiere. Al 35', il Qatar avrebbe addirittura l'occasione di siglare il terzo gol, ma Al Haydos, da pochi passi, colpisce il palo, quindi si va all'intervallo sul punteggio di 2-0.

Nella ripresa, il Giappone tenta una timida reazione, la quale si tramuta in gol al 69' grazie al delizioso tocco sotto di Minamino, bravo nello scavalcare il portiere in uscita bassa sull'invito al bacio nello stretto di Osako. Nonostante il gol subito e l'infortunio di Khoukhi dopo uno scontro aereo con Yoshida, il Qatar non si scompone e riprende a macinare calcio, con il Giappone che ci capisce poco e nulla, fino a quando, al 83', la pressione qatariota assume le sembianze di un calcio di rigore per fallo di mano di Yoshida in area sul colpo di testa di Hassan. Dal dischetto, Akram Afif segna il definitivo 3-1 e suggella il trionfo qatariota, che esplode al triplice fischio dell'arbitro. Il Qatar, che ci si creda o no, è sul tetto d'Asia... e Xavi, alla vigilia, ci aveva avvisato.

Il prossimo appuntamento sarà per il 2023, nel frattempo, le due finaliste della competizione si cimenteranno nella Copa América di quest'estate in qualità di ospiti.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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