Come sta il mondo Chelsea, tra Sarri-ball e Abramovich

I Blues vivono all'interno di un paradosso, tra l'entusiasmo per il Sarrismo e la probabile necessità di vendere il club da parte dell'oligarca russo

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
Chelsea v Liverpool - Premier League

Il Chelsea di ottobre 2018, più che una squadra sembra una moneta a due facce, colma di entusiasmo da un lato e ansiosa per il futuro dall'altro. La fonte di felicità ha origine italiane, più precisamente toscane, e fa di nome Maurizio Sarri, mentre la preoccupazione ha come protagonista Abramovich e la sua probabile scelta (obbligata) di vendere il club principalmente per ragioni politiche. Andiamo quindi ad analizzare più nel dettaglio la situazione, per comprendere meglio il tutto, e soprattutto per capire come potrà evolversi il futuro all'ombra di Stamford Bridge. 

Sarriland, un luogo magico

Il pari di sabato scorso con il Liverpool non ha ridimensionato le ambizioni dei Blues, che quest'anno puntano a vincere Premier e Europa League, come dimostrano i 17 punti su 19 ottenuti e l'imbattibilità ancora intatta in campo nazionale. Il Chelsea di quest'anno, seguendo la filosofia sarriana, è molto più votato al possesso di palla rapido piuttosto che al pragmatismo di stampo contiano. Per questo Jorginho è stato prelevato da Napoli e subito messo al centro del progetto londinese, per far capire come funziona la macchina di Sarri se non si inceppa. I 180 passaggi, uno ogni 30 secondi, nel match contro il West Ham hanno stabilito il record della storia della lega, e hanno dimostrato come una fitta rete di passaggi possa a volte essere più pericolosa di un qualsiasi contropiede. Kovacic, dopo i trionfi madrileñi, è stato acquistato con la convinzione che potesse essere rigenerato, e le sue ottime prestazioni sono lì a mostrare come l'influenza di Sarri su di lui abbia portato conseguenze positive. Hazard dopo le fatiche mondiali è tornato a regime, e se i soliti Kanté, Willian e Marcos Alonso si mettono a giocare come sanno, non vedo cosa possa andare storto per il tecnico ex Napoli, sia in patria che in Europa.  

Dov'è finito Mr. Abramovich?

Mentre i Blues viaggiano a vele spiegate verso una stagione che può portare grandi soddisfazioni, le alte sfere del club non sono ugualmente entusiaste della situazione, non tanto quella sportiva bensì quella dirigenziale, visto che da qualche mese il proprietario Abramovich sembra intenzionato a vendere il Chelsea per una cifra da capogiro. A quanto è trapelato il prezzo dovrebbe essere pari a tre miliardi di sterline, che farebbe della squadra inglese la più costosa nell'intero mercato calcistico. Ma perché dopo tutti i trofei ottenuti il magnate russo dovrebbe lasciarsi scappare una fonte così redditizia di gloria e fama? Per rispondere a questa domanda dobbiamo sconfinare nel campo della politica internazionale. Da qualche anno a questa parte, specialmente dopo la tentata uccisione dell'ex spia di Putin Sergej Skripal, i rapporti tra Gran Bretagna e Russia sono decisamente peggiorati, e per questo motivo i servizi segreti hanno iniziato ad indagare sull'attività economica dei principali miliardari russi a Londra. Tra di questi c'è Abramovich, che nonostante abbia più di una proprietà in Inghilterra è amico del presidente Putin, qualcosa che non è visto di buon occhio dal governo di Sua Maestà. Anche per questo motivo, la richiesta di rinnovamento del visto di Abramovich è stata rimandata, e come conseguenza il patron del Chelsea si è recato a Israele ottenendo la cittadinanza in cambio di alcuni investimenti sul territorio. Lo scopo di tutto ciò molto probabilmente è quello di tenersi lontano dai problemi politici, e abbandonare i business che ha in Inghilterra, calcio compreso, è una via che l'oligarca sta tentando di percorrere. 

Nonostante tutto ciò stia accadendo sotto i loro occhi, i tifosi Blues hanno ancora fiducia in Abramovich e nel suo operato. D'altronde una Champions e cinque Premier nel corso di cinque lustri non sono qualcosa di cui ci si può dimenticare facilmente. E Roman, nonostante tutti i problemi incontrati, sa che l'affetto delle persone nei suoi confronti è quello che maggiormente ricorderà della sua esperienza nell'isola di Sua Maestà.

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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