Chelsea, quante difficoltà per il Sarriball a Londra

La lite con Kepa è stato l'exploit dei problemi tra il tecnico toscano e i suoi giocatori, rei di essere poco disposti ad assecondarlo

di Andrea Macr
Andrea Macr
(11 articoli pubblicati)
Siparietto tra Kepa e Sarri

La stagione di Sarri come allenatore del Chelsea è stata controversa, visto che forse ha raccolto più bassi che alti: ha ottenuto dissensi dalla società e dai tifosi (che addirittura gli hanno dedicato un coro in cui insultano il suo modo di giocare), causato anche dal cattivo rapporto con i giocatori. È dunque da considerarsi fallimentare la sua esperienza sulla panchina dei Blues?

La squadra londinese è arrivata in finale di Coppa di Lega (persa recentemente ai rigori con il Manchester City), è ancora in corsa per l'Europa League e per qualificarsi alla prossima Champions e dopo lo scandalo che potrebbe causare la chiusura del mercato per la società, i giocatori sembrano aver reagito, basti pensare che in due settimane si è passati da perdere 6 a 0 contro la squadra di Guardiola, a farlo ma ai rigori e a vincere contro il Tottenham, terzo in classifica.

Il gioco di Sarri si basa sulla velocità, con uomini che corrono tanto e il pallone più di loro, grande propensione offensiva, gusto estetico ma soprattutto sacrificio (fa effetto leggere che Jorginho ha effettuato circa 4000 passaggi senza servire neanche un assist) e quindi attaccamento, una delle caratteristiche che hanno permesso al "sarrismo" di essere una parola riconosciuta dalla Treccani. Ha trovato infatti le proprie fortune a Napoli dove pur di contrastare l'egemonia della Juventus tutti davano il 200% ascoltando gli studiatissimi schemi del tecnico toscano, ora Sarri si trova in una realtà diversa con giocatori di caratura mondiale che ti guardano male se gli chiedi di tornare in difesa e si impongono anche di fronte a chi dovrebbero ascoltare (vedi "l'incomprensione" avuta con Kepa durante la finale contro il City).

Sarebbe sbagliato dunque dare soltanto a lui la colpa per una stagione fallimentare, ma anche definirlo come allenatore da squadra di medio-bassa classifica. Spesso i calciatori dovrebbero ricordarsi che, in quanto tali, è il mister a decidere per loro e non dovrebbero sindacare almeno pubblicamente le sue scelte; gli allenatori Italiani sono i migliori nell'attenzione tattica e questo, per quanto dispendioso è sempre stato redditizio (vedi il primo anno di Conte o la Champions League vinta da Di Matteo nel 2012), anche il toscano si prenderà la sua rivincita.

Fonte: l'autore Andrea Macr

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.