Arthur, la nuova stella del centrocampo blaugrana

Quello che doveva essere il sostituto di Iniesta si è rivelato essere un gran giocatore, come dimostra il suo inizio di campionato

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
ARTHUR MELO

Dopo che il 27 aprile 2018 Iniesta salutava il calcio europeo e il Barcellona dopo essersi fatto amare per 16 anni da chiunque, supporter e avversari, la domanda che ci si poneva era sostanzialmente una: come si può colmare un tale vuoto? Non si può colmare perché come lui non c'è nessuno, diceva qualcuno, mentre altri sostenevano che si poteva trovare ugualmente bravo magari con caratteristiche differenti, com'è stato con Rakitic quando Xavi è andato a giocare in Qatar. Per questo motivo l'acquisto di Arthur Melo sembrava poter far ben sperare, visto che il giovane centrocampista brasiliano era uno dei talenti più apprezzati in patria ed era fresco vincitore di Libertadores. A qualche mese di distanza, molti dei dubbi si sono trasformati in certezze, ma prima di analizzare il suo impatto sul Barça è utile comprendere da dove deriva tutto questo talento

Epicuro, il Gremio e la chiamata europea

Suggerisce Epicuro ai suoi allievi di vivere una vita mite, senza eccessive esposizioni, fatta di piccoli piaceri e circondata da amici fidati. Un tipo di esistenza che potrebbe benissimo essere la trama della vita del nostro protagonista di oggi, che ha vissuto una vita umile in uno Stato come il Goias, famoso per l'agricoltura e per le piogge torrenziali. Nel 2010, a soli 14 anni, entra in punta di piedi nel calcio che conta, venendo prelevato dal Gremio che aveva nel frattempo notato le sue enormi potenzialità. Esordio con Scolari a 20, poi la maglia da titolare l'anno seguente e la Libertadores nella stagione successiva. Un Gremio che gioca all'europea, che predilige il possesso palla, uno stile di gioco in cui uno come Arthur, che ha la palla incollata al piede e che non va oltre i due o tre tocchi, si esalta meravigliosamente. Il Barcellona fiuta il talento e non esita a sborsare 40 milioni per accaparrarsi il suo bagaglio tecnico: una cifra che può sembrare eccessiva, ma che in realtà potrebbe aumentare vertiginosamente nel giro di poco tempo. 

Re Arthur e la Catalogna

La spiegazione di questo aumento di valore di mercato è molto semplice: Arthur sta giocando semplicemente in maniera spaziale. Lo si nota in campionato ma soprattutto in Champions, dove una prestazione di alto livello attira l'attenzione di tutti. È il collegamento perfetto tra Messi e Busquets, quel ponte tra centrocampo e attacco che al Camp Nou non si vedeva dai tempi del Triplete di Luis Enrique. Ha sollevato Coutinho da gravosi compiti difensivi, permettendo al brasiliano di spostarsi venti metri più avanti e di essere quindi più pericoloso, e ha tolto anche un po' di pressione dalle spalle di Busquets e Rakitic, che l'anno scorso erano gli unici deputati a collegare i due reparti. 

Quello che però maggiormente sorprende del centrocampista brasiliano è l'accuratezza con cui svolge tutti i suoi compiti sul rettangolo verde. Tre sono le partite chiavi per capire l'influenza di Arthur sul gioco del Barcellona: andata e ritorno con l'Inter e il 4-1 a Wembley ai danni del Tottenham. Nel primo incontro con i nerazzurri, il numero 8 dei blaugrana ha effettuato 83 passaggi positivi in soli 78 minuti, a cui ha anche aggiunto sette recuperi palla. Nel match di San Siro invece i numeri sono migliorati in maniera ancora più esponenziale, con un 97% di passaggi completati ai quali vanno anche sommati quattro recuperi. A chiudere il cerchio c'é la prestazione sublime a Wembley: nella gran vittoria di Messi e compagni per 4-1, Arthur ha effettuato 77 passaggi con un 91.4% di precisione, qualcosa che indica come anche sotto pressione il ragazzo riesca a non perdere lucidità. 

Una volta comprese le qualità di questo nuovo astro nascente del centrocampo europeo e mondiale la domanda da porsi è: riuscirà il numero 8 del Barcellona a stare al passo con le aspettative? La sensazione è che le prestazioni mostrate fino ad ora indichino un grado di maturità piuttosto alto. Più si andrà avanti nella stagione, più si capirà meglio cosa potrà riservarci questo ragazzo nel prossimo futuro. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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