Calcio e social: un mix pericoloso e destabilizzante per tutti

Icardi e Wanda che destabilizzano l'Inter, Allegri che invece li abbandona: ma alla fine di tutta questa aria fritta cosa restera? La rabbia dei tifosi veri

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(287 articoli pubblicati)
FC Internazionale Xmas Dinner

Ormai si gioca a calcio solo online: la prestazione in campo è diventata un optional, uno strumento per avere eventuali like, diventati il nettare di persone già di per se poco dotate di materia grigia, i calciatori, che con questo carburante di idiozia che ha contagiato tutti hanno fatto allontanare la gente reale dagli stadi.

Chi come me è appassionato del calcio di un tempo (con scorrettezze, furberie, energumeni che picchiavano e artisti che li dribblavano e  salvavano le caviglie facendo vincere le loro squadre, con un pubblico che riempiva gli stadi rendendoli delle bolge dantesche assetate del sangue degli avversari, in cui uscirne  vittoriosi era un vanto per le future generazioni) non ama questo modo di comunicare e vivere il calcio.

Inutili e futili dirette social, su facebook o instagram, piene di selfie per mostrare muscoli inutilmente gonfiati da un doping sempre più evidente o esprimere pensieri che definire tali sembra quasi un controsenso, hanno veramente colpito il mio immaginario uccidendolo.

Una volta la vita di spogliatoio, per me che ho fatto sia il calciatore (con esiti oltremodo negativi a dire il vero) sia l'arbitro (vendicandomi con un fischietto in bocca di chi era bravo davvero), era sacrale ed aveva un che di intoccabile: oggi invece permettiamo a  qualsivoglia nullità che indossa una gonna, usa dei filtri per sembrare più bella quando dal vivo (e senza gli artifici di una applicazione per il cellulare o di un chirurgo che la riempie di plastica oltretutto non riciclabile), di distruggere un giocatore o una squadra. A creare invidie e gelosie. Una lotta tra "poveri" milionari i cui problemi esistenziali attuali finiranno comunque tra qualche anno nel dimenticatoio, e spesso in rovina anche economica dato lo spessore delle menti coinvolte in queste bagarre.

La vicenda Inter e  Icardi è stata simbolica per dare un freno a tutto questo scempio: si poteva agire diversamente! Certo! Ecome?  

Una volta il giocatore, qualora avesse avuto contro lo spogliatoio o avesse avuto un suggeritore destabilizzante (come il genio del male Wanda Nara), sarebbe stato accantonato con la scusa di un infortunio fasullo.  In attesa di risolvere la situazione  sarebbe partita, nel silenzio assoluto, una trattativa per risolvere nel bene o nel male la situazione salvaguardando, in caso di rottura definitiva, il bene  calciatore che poteva essere venduto a prezzo pieno con evidente soddisfazione tra le parti.

Troppo facile scrivere lettere struggenti sui social dichiarando l'amore per una maglia invece subordinato invece all'assegno mensile per soddisfare un entourage che alla fine si mangerà comunque tutti i commenti. Pubblicare, senza tutelare i minori, foto di figli per fare sembrare le famiglie normali quando l'unico insegnamento è  invece un vomitevole attaccamento al denaro è poi la goccia che fa traboccare il vaso.

Le società di calcio serie in qualche modo cercano, in silenzio, di limitare i social manager (che i calciatori usano perché spesso completamente analfabeti) con le loro  dichiarazioni incendiarie che fanno solo infuriare la povera gente, spesso dello stesso livello culturale dei calciatori se non più basso. Quando non ci riescono devono comunque cercare esse stesse di essere pompieri che possano risolvere gli incendi creati da questi personaggi.

Allegri, stufo di essere insultato, i social li ha lasciati e con 12 milioni di euro l'anno di ingaggio penso possa vivere bene lo stesso parlando con la gente all'aria aperta.  Social che sono diventati valvola di sfogo di tifosi che si sentono ogni domenica defraudati per presunti furti con scasso da parte di creatori di complotti che non  stanno ne in cielo ne in terra allo scopo di prendere "like".

Il "mi piace" come nuovo oppio dei popoli,  che però sono affamati di sport vero e non di "fuffa" come quella contenuta nei social network. E intanto gli stadi continuano ad essere sempre più vuoti: meditate gente... meditate!

Spal v Juventus - Serie A
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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