Calcio, business e un pallone senza sentimenti alla faccia del tifoso

Sarri, De Rossi, Conte, Totti, tutte le evoluzioni di un calcio che di romantico non ha più nulla.

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(58 articoli pubblicati)
Totti e laddio al calcio romantico

Diciamocelo ad alta voce: siamo stati fortunati.

Siamo stati fortunati noi cresciuti col pallone 30 anni fa e anche di più. Le partite in contemporanea, la radio come mezzo di sogni ad occhi aperti, il 90°Minuto da guardare tutti insieme in famiglia, i bimbi all'aperto che vogliono imitare Maradona, Van Basten, Platini, Vialli, Mancini e Matthaus.

E ora?

Ora apriamo gli occhi alla realta e il calcio di sentimentale non ha più niente. Sceicchi, americani e cinesi possono acquistare squadre senza conoscere la tradizione, magari esordendo alla grande come Thohir che si presentò all'Inter così: "Il mio idolo è Ventola", arrivando a Pallotta che vede nella Roma un modello stile Nba e che dei romani poco se ne avvede, visto l'invito, non troppo velato, di far ritirare niente meno che Francesco Totti, uno che ha scritto il calcio nella Capitale e che con oggi conclude la sua avventura trentennale nella sua Magica.

Di allenatori legati alla maglia neanche a parlarne. Ranieri, ultimo baluardo di tifoso-Mister, lascia il posto a Fonseca, Conte, capitano storico bianconero, guiderà l'Inter e Sarri, il Sarri del dito medio ai tifosi della Juve, guiderà proprio i bianconeri.

Nel mezzo ci aggiungiamo che colui che ha da sempre espresso amore per l'Inter, Mauro Icardi, vuole la Juve, abbagliato dalla bellezza della signora Wanda, che potrebbe essere anche vecchia rispetto a lui, ma che ne sa una più del diavolo.

La Serie A era il campionato più bello del mondo, ora invece solo veleni, var e un potere che da otto anni a questa parte parla bianconero, nella noia più totale di un campionato già deciso a Natale.

Eppure i tifosi romantici col pallone continuano a sognare. La Serie A ci smantella il cuore e allora ci si affeziona all'Under20, alla Nazionale Femminile e all'Under 21.

Alla fine inseguire un pallone ha sempre fatto sognare tutti, ma guai a tirar troppo la corda col business, perché il calcio, senza tifosi, non esiste. 

Conte Inter e fine del romanticismo
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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