Cagliari, Zenga: l’Uomo Ragno amato a metà

Il tecnico, che sarà in coppia con Max Canzi, si è presentato ieri sera ad Asseminello

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(48 articoli pubblicati)
FC Internazionale v FC Crotone - Serie A

I suoi trascorsi, da giocatore, sono lucenti. Quelli in panchina un po' meno.

Walter Zenga non ha come allenatore  un curriculum prestigioso, seppur in alcune piazze si sia ben comportato e nonostante il lungo girovagare nel mondo. E dire che a Cagliari poteva finirci anni fa, poi non si fece più nulla. Ma Zenga in Sardegna ci è giunto comunque e da ieri (siglato un contratto che lo lega ai sardi fino al 2021) è il nuovo tecnico scelto dal patron Giulini, che in lui ripone tutte le speranze per riprendersi e non gettare alle ortiche quanto di buono conquistato.

Archiviata l'esperienza Maran (che così bene aveva fatto per poi perdere definitivamente la bussola), l'avventura del neo allenatore milanese rischia di partire con il piede sbagliato. Difatti pare che una buona fetta di tifosi rossoblu gli rimproveri di aver peccato di presunzione quando, anni fa, rifiutò proprio il Cagliari non ritenendolo, secondo molti, all'altezza.  E forse non lo vede di buon occhio anche per l'arroganza eseguita a più riprese, perché Zenga è uno che ci ha sempre messo la faccia dicendo la sua e guadagnandosi, spesso, diverse antipatie. L'ex Uomo Ragno, nelle vesti da mister, non ha portato a casa troppi trofei ma è uno tosto e di carattere, pregi che gli vanno riconosciuti e che potrebbero incidere in positivo per risvegliare il gruppo dal torpore nel quale è inspiegabilmente piombato. 

Tempo al tempo, afferma un detto assai banale. Ma è così: soltanto il tempo decreterà se Zenga sia effettivamente la scelta azzeccata o meno. Intanto il cambio al timone era una mossa necessaria e individuare in corso d'opera una valida alternativa non è mai facile. Ma chi spera in un flop per pura antipatia personale o per ripicche di mercato non vuole il bene del Cagliari. Che con Zenga e Canzi deve - perlomeno l'auspicio è questo - risollevarsi. E alla svelta, prima che sia troppo tardi. Prima di perdere quel treno che ancora può passare di lì e che porta a piacevoli destinazioni. Che se prima parevano possibili, lo possono essere tuttora.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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