Cagliari 1920: cent’anni di storia

Il 30/05/2020 il Cagliari compie cent’anni. La sua è una storia di passione, che si affaccia ad un secolo di vita con ottimismo, in un momento storico delicato.

di Fanny Boninu
Fanny Boninu
(15 articoli pubblicati)
Cagliari calcio 1920

Ogni squadra, a suo modo, ha una storia da raccontare. E ogni storia è una faccia, quella sportiva, quella sociale, della Storia in senso più ampio. Non importa quanto una squadra abbia vinto, quanto abbia perso, quante volte sia caduta e quante si sia rialzata. Ciò che importa è quanto abbia rappresentato la propria terra, la propria tifoseria, quanto abbia, sempre a suo modo, contribuito a delineare lo sport nazionale.

Oggi raccontiamo, a grandi linee e senza presunzione di esaustività, la storia di una squadra che ha proiettato un’isola sul panorama calcistico italiano, perché è una storia in cui non si contano innumerevoli trofei ma si percepisce sacrificio, orgoglio di un popolo, un pizzico di follia, voglia di riscatto.

La raccontiamo come si racconta una favola, in cui non si descrivono gli eventi ma si dipingono le emozioni di una bella avventura. D'altronde il Cagliari compie cent’anni, e ciò che rimane va oltre i singoli volti e le singole imprese, guarda dritto al futuro.

Immaginiamo un padre, che torna da lavoro la sera. Si siede sul divano, accende la televisione. Arriva la figlia, una bimba come un’altra.

-Babbo, babbo! Mi racconti una storia?

-Ormai le conosci tutte, cosa potrei raccontare?

-Una storia qualsiasi, l’importante è che sia una storia bella, una storia di eroi.

-Va bene, va bene. Ti racconterò la storia del Cagliari che oggi, 30 maggio, compie cent’anni. Lo so, lo so, ti chiederai come possa essere scoppiettante la storia di una squadra, per di più vecchia. E in effetti questa non è una storia di eroi, almeno non di eroi col mantello e con i super poteri…

-No, ti prego babbo, non mi vorrai fare l’elenco delle partite e dei giocatori di una squadra di calcio, vero?

-Fammi iniziare. Ti prometto che non sarà nulla di noioso, né una lista di dati. Una volta, nel 1920, nacque, da un piccolo manipolo di calciatori, una squadra di calcio che, partendo da una semplice realtà locale, si è ritagliata uno spazio sempre più importante anche a livello nazionale, diventando la squadra più importante della Sardegna. Come ti dicevo, questa è una storia di esseri umani, di giocatori, allenatori, dirigenti impegnati nella realizzazione di un sogno, nella coltivazione delle proprie ambizioni, nella gestione dei conti economici, come avviene in tutte le società calcistiche. Nel bene e nel male ha intrapreso un percorso di sconfitte e di vittorie, in cui personaggi straordinari si sono per la prima volta affacciati sul panorama sportivo, o hanno talvolta messo radici in una terra che doveva essere solo di passaggio.

 -Nonno raccontava sempre le storie dello scudetto…

-Certo, perché quello fu il momento in cui il Cagliari divenne la squadra dei sardi e i sardi divennero parte dell’attenzione nazionale. Lo scudetto fu una scintilla, fu l’attimo in cui da tutta l’isola si dimostrò con orgoglio l’amore per la propria terra. E da quella volta i tifosi iniziarono a sostenere la propria squadra anche negli anni più opachi, anche quando minori erano le soddisfazioni. Perché, come in ogni squadra, la storia del Cagliari è anche quella dei suoi tifosi. 

-Anche la nostra, quindi?

-Certo, è la storia del padre che ha portato per la prima volta suo figlio all’Amsicora ai tempi del titolo, degli amici al bar che hanno promesso, senza crederci davvero, di non seguire più le partite dopo una retrocessione, dei bambini che collezionano le figurine e oggi affollano la curva di tifo. È la storia di tutti noi, e di quelli che verranno, una storia semplice, che si intreccia allo stadio dietro un pallone, inseguito da uomini comuni che fanno appassionare altri uomini altrettanto comuni. D'altronde, ogni bella storia ha bisogno soprattutto di qualcuno che la racconti, di qualcuno che la proietti verso ciò che sarà. E questa è una bella storia perché in questo 30/05/2020 anche chi sa tutto della squadra del passato sta preparando sul divano la formazione ideale per la ripresa del campionato, in un anno magico ma mai surreale come questo…

La fonte dell'articolo è l'autore Fanny Boninu

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