Buona la prima di Conte e Lukaku: Lecce travolto 4-0 a San Siro

Brozo-Sensi nel primo tempo, Romelu-Candreva nel secondo... l'Inter c'è e fa sognare. Conte: "Scudetto? Non poniamoci limiti".

di Stefano Masini
Stefano Masini
(19 articoli pubblicati)
MILAN ITALY - AUGUST 26 Romelu Lukaku o

Non poteva esserci un inizio migliore di questo per l'Inter, che archivia la pratica Lecce portandosi sul doppio vantaggio già alla metà del primo tempo. Gli uomini di Conte giocano una partita perfetta, si divertono e fanno divertire i tifosi che sin dalla primissima uscita stagionale hanno risposto presente e hanno occupato tutti i seggiolini di San Siro. L'impressione è che i nerazzurri siano sulla strada giusta, che il salto di qualità sia dietro l'angolo; ma c'è ancora troppa strada da fare e tanto da dimostrare. Rimanendo positivi, chi ben comincia...

IL MATCH - Rispetto all'anno scorso l'Inter mostra una pelle tutta nuova: 3-5-2, marchio di fabbrica di Antonio Conte. Tutto va liscio come l'olio. Neppure il forfait di De Vrij nel pre-partita (prontamente sostituito da Ranocchia) riesce a rovinare la serata nerazzurra che, forse, era scritta nelle stelle. Al 21' Brozovic apre le danze con un piazzato chirurgico e dopo appena due minuti anche il neo-acquisto Stefano Sensi chiama i suoi a far festa. All'intervallo il risultato è di 2-0. Il copione  del secondo tempo non si discosta di molto da quello del primo: i padroni di casa gestiscono con estrema facilità e infieriscono contro un Lecce in difficoltà. All'ora di gioco Lukaku si toglie la soddisfazione di segnare il suo primo gol ufficiale con l'Inter. Nel finale c'è tempo anche per l'espulsione di Diego Farias, per il gol annullato a Matteo Politano (per fuorigioco dello stesso Lukaku) e per la prodezza di Candreva che fissa il punteggio finale sul 4-0 Inter.

LENTE D'INGRANDIMENTO - Il più atteso del Monday Night non poteva che essere Romelu Lukaku. Pagato come nessun'altro nella storia del club, sulle spalle porta quel 9 sfilato a mister 124 gol in nerazzurro Mauro Icardi. Le aspettative nei sono confronti sono alte e la pressione è reale; lui la sente bene, ma la nasconde. La curva lo acclama, canta per lui e ad ogni contropiede sembra volergli dare la forza per sfuggire dalla morsa dei difensori giallorossi. E' generoso, pressa, fa salire la squadra e crea molti spazi, ma manca qualcosa... Il suo momento arriva al 60' esatto, quando Gabriel respinge malamente un tiro violento di Lautaro Martinez. Quella palla ha su scritto "spingimi". Romelu la spinge, 3-0. Indica lo stemma dell'Inter, saluta la Nord con un inchino e, visto che c'è, si fa anche un applauso da solo. E' iniziata l'era Lukaku. 

ATTENTI A QUEI DUE - La mediana dell'Inter funziona eccome. Vecino viene preferito in extremis a Gagliardini e Barella, ma i veri protagonisti sono Marcelo Brozovic e Stefano Sensi. I due sembrano essere fatti l'uno per l'altro e duettano come se giocassero insieme da una vita. Il croato si dimostra in costante crescita e spesso e volentieri si prende anche qualche rischio per fare le cose "in bello stile". L'ex Sassuolo sfrutta al massimo il fatto di essere brevilineo e sguscia via ad ogni pressing, mettendo in mostra doti tecniche passate inosservate per fin troppo tempo. Come dimenticare poi: entrambi autori di reti da vedere e rivedere. Difficilmente Conte si priverà di loro nel corso della stagione.

INTER"NAZIONALE" - Pillola statistica: erano 12 su 23 i convocati di nazionalità italiana per la beneamata; 7 quelli che sono scesi in campo (D'Ambrosio, Ranocchia, Candreva, Sensi, Barella, Gagliardini e Politano). Il numero di azzurri in rosa potrebbe continuare a crescere se si concretizzasse lo scambio Biraghi-Dalbert con la Fiorentina. Non va sottovalutata la presenza di un nucleo consistente di italiani: spesso è uno dei tasselli chiave alla base del successo. Anche sotto questo aspetto l'Inter sta dando segnali forti.

MILAN ITALY - AUGUST 26 Players of FC I
Fonte: l'autore Stefano Masini

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