Big e ingaggi: sì, il migliore deve guadagnare tanto

E' giusto che i fuoriclasse guadagnino tantissimo, al netto degli eccessi, il sistema dettato da regole di mercato, popolarità e merito è il più giusto

di Francesco Poli
Francesco Poli
(34 articoli pubblicati)
Argentina v Haiti - International Friend

Cari amici di GFN, rispondo con piacere alle vostre domande e grazie per l'opportunità che ci date. Sì, è giusto che il miglior giocatore del mondo guadagni tantissimo. Sul piano della misura forse sì, è vero, si sta eccedendo, ma di principio è giusto che un fuoriclasse ricavi moltissimo. Al netto degli eccessi, che però vanno misurati nella misura in cui un calciatore non deve percepire più di un tot che metta a repentaglio il bilancio del suo club e a sua volta bisogna vedere se il bilancio di un club non è "gonfiato o drogato" , direi che questo sistema, in linea generale, se dettato dalle regole di mercato, dalla popolarità e dal merito ha perfettamente senso e si è dimostrato nella storia il meglio funzionante e in realtà anche il più giusto, perchè coniuga valori democratici con quelli meritocratici.

Non credo affatto che si trasmetta l'idea che il calcio è solo denaro, ne' penso che bisogna vedere il denaro come qualcosa di demoniaco, d'altronde noi non ci scandalizziamo se un grande attore o un cantante guadagna moltissimo, ne' se un giocatore di golf o un automobilista percepisce grandi stipendi, ma chissà perchè quando si tratta di grandi calciatori pensiamo in qualche modo che sia immorale. Forse perchè è lo sport più popolare, forse perchè tutti abbiamo sognato di fare i calciatori da bambini e non i golfisti, e quindi siamo un po' invidiosi di chi ce l'ha fatta nel mondo del pallone.

Ma se tutti hanno giocato a calcio, ma oggi solo due persone, Cr7 e Messi, su miliardi di aspiranti, sono riusciti ad arrivare a quei livelli, vuol dire che non era così facile. Per me il calcio è un'arte o se vogliamo una forma di alto artigianato, saper controllare la palla, fare una finta, un dribbling ad alti livelli non è da tutti. Ma non è solo questione di talento, Messi e Ronaldo per arrivare a quei livelli e sopratutto mantenersi ancora all'età di più di 30 anni, vuol dire che hanno lavorato sodo e fatto dei sacrifici.

Proprio per questo penso che noi tifosi e giornalisti dobbiamo essere severi con quei calciatori che non si comportano in maniera professionale, non hanno uno stile di vita da sportivi o si lasciano andare a comportamenti diseducativi. Critichiamo i Maradona, i simulatori alla Neymar, i Nainggolan, i Buffon per le sue gaffe, gli scommettitori o chi si vende le partite, per i loro comportamenti extracalcistici o antisportivi, invece di giustificarli sempre e non prendiamocela con i grandi campioni veri.

Viviamo in un'epoca dove si sta alimentando un pericoloso moto di rancore e rabbia da parte di chi non ce l'ha fatta verso chi ce l'ha fatta,  un disprezzo verso le competenze, le professionalità, lo studio, l'allenamento, che ci proietta su una china pericolosa.

Fonte: l'autore Francesco Poli

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