George Best: il ribelle di Belfast divenuto leggenda

Storia di un talento eccentrico fra grandi successi e rovinose cadute

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(54 articoli pubblicati)
George Best

"Credo di aver trovato un genio". Questa frase la disse Bob Bishop, osservatore dei Red Devils, a Matt Busby, manager del club che aveva sguinzagliato una serie di collaboratori per le isole in cerca di talenti. Si riferiva a un quindicenne di Belfast, esile e dall'estro spiccato. Quel ragazzetto mingherlino ma sfrontato rispondeva al nome di George Best, il cui cognome faceva già presagire un futuro da predestinato.

Capelli lunghi, basettoni spessi e mento hollywoodiano, Best è stato il primo che ha indossato la numero 7 (quella del glorioso Manchester United) in un certo modo, rendendola iconica per tutti gli altri calciatori che in futuro l'hanno scelta: qualcuno, ne sono certo, senza questa consapevolezza. Irlandese che abbracciò presto il successo, proveniva da un quartiere popolare della sua città, figlio di un operaio che prestava servizio presso i cantieri navali nei quali venne costruita la nave "inaffondabile" per eccellenza: il Titanic. A riprova che spesso le cose troppo belle e apparentemente indistruttibili, seppur forgiate a dovere, possono naufragare.

Best è una delle personalità più controverse e idolatrate della storia novecentesca del calcio. Il motivo è piuttosto semplice: era naturalezza di movimento, rapidità di pensiero, elasticità muscolare, follia che si fonde alla tecnica. E uno stile di vita che garbava parecchio ai tabloid. Best era un maestro del dribbling esagerato e lo portava al limite, iniziando a scartare l'avversario a un passo dal piede che s'accingeva all'intervento. Quel limite profondo e marcato che andava sempre ricercando e che ne ha segnato l'esistenza fra gioia e deliri, intemperanze e scandali. La sua famosa frase: "Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili. Il resto l'ho sperperato", che ha esaltato la sua figura a cultore della sregolatezza, pare non sia stata mai dichiarata ufficialmente a nessun organo di stampa. Bensì pronunciata al cameriere dell'hotel in cui soggiornava con una delle tante Miss Mondo conquistate mentre costui gli portava l'ennesima bottiglia di Dom Pérignon. La diamo comunque per buona, perché George Best era anche questo: parole come frecce da sparare un po' ovunque, un poeta maledetto fuori e dentro il campo.

Ci sono giocatori che hanno una carriera e una vita regolare. Dedizione, allenamento, preparazione costante e una routine sobria. E meno male che esistono: lo sport per mantenere intatta la sua sacralità necessita delle più svariate personalità. Best non era nulla di tutto questo, lui che era arrivato dal niente a ribaltare il concetto del calcio diligente britannico, lui figlio della working class, luce a intermittenza che tanto bastava a illuminare le cupe e piovose domeniche inglesi del pallone. Un personaggio divertente e sopra le righe. Ha dato tutto in poco tempo: il pallone d'oro conquistato a 22 anni e i successi con lo United tutti racchiusi in una clessidra, quasi come se il pallone fosse un semplice passatempo. Ha smesso di giocare presto e allo stesso modo ha salutato la vita. Perché come scrisse il suo connazionale Oscar Wilde: "Ciascuno vive la propria vita e ne paga il prezzo".

Con George Best non si può fare retorica: i geni dovrebbero esserne esenti. Chiuse la sua parabola con una frase incisiva: "Non morite come me". E lo disse alla stampa facendosi immortalare, volto scarno e fisico distrutto dall'alcol, nel letto d'ospedale prima di spegnersi. Lui che, abbandonando la vita all'età di 56 anni per gravi problemi al fegato, forse in parte intendeva redimersi da quegli eccessi che hanno contribuito a renderlo mito.

E comunque chapeau Mr. George, numero 7 per eccellenza, "Best is the best" come cantavano i tifosi, a quindici anni (precisamente il 25 novembre) dalla dipartita terrena del ribelle di Belfast divenuto leggenda.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.