Bergamo e l’Atalanta, una meravigliosa simbiosi

I luoghi simbolo della città per descrivere la Dea e il suo popolo

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(68 articoli pubblicati)
curva nord

Mura Venete. Da poco Patrimonio Mondiale Unesco, le Mura che cingono la Città Alta simboleggiano il carattere dei bergamaschi, solido e resistente, così come la scorza di una squadra che, nella sua storia ultracentenaria, è stata spesso un ostacolo durissimo da scavalcare anche per i club più blasonati, come ben testimoniano le recenti vittorie di Napoli in Coppa Italia e con la Roma in campionato. 

Alta e Bassa. Da sempre Bergamo si divide tra la sua parte bassa, la città, e quella superiore, la splendida Città Alta. Solo una favola inventata da chissachì la separazione che spesso sentiamo e leggiamo sui media, ovvero Berghem de sota e de sura. Non esiste, un po’ come gli spaghetti alla bolognese conosciuti in tutto il mondo fuori che l’Italia.  Dalle Mura si vede lo stadio, qualcuno si apposta addirittura con un binocolo, meraviglie come Piazza Vecchia, Santa Maria Maggiore, Cappella Colleoni e Duomo creano uno skyline che affascina i visitatori così come giocatori e tifosi avversari.

Statua. La più famosa è quella dedicata a Vittorio Emanuele II in piazza Matteotti, ma probabilmente tra qualche anno ne dedicheranno una anche ad Antonio Percassi, Presidente e motore di questa meravigliosa Atalanta. Il segreto sta nella programmazione, che ha nella valorizzazione del vivaio e nel nuovo stadio i suoi fiori all’occhiello. Per grandi obiettivi servono grandi professionisti, fondamentale quindi la scelta degli uomini giusti, dal figlio Luca come AD fino al Responsabile Area Tecnica Sartori per arrivare all'allenatore della prima squadra Gasperini. Percassi è oggi il figlio prediletto di Bergamo, prima ex giocatore, poi manager di successo quindi Presidente vincente. Caparbio e umile, il suo talento è stato costruito con la determinazione e l’ambizione. Se vogliamo parlare di cliché da attaccare ai bergamaschi moderni, eccone il simbolo e le qualità.

Teatro. Il Donizetti, oggi in fase di restauro, è uno dei più belli e suggestivi teatri italiani, dove la grandezza delle opere rappresentate rende esigente il popolo bergamasco. La Dea, durante la sua gloriosa storia, ha spesso proposto un gioco pratico ma esaltato da grandi solisti, come nel periodo di Mondonico e delle sue imprese europee. Più recentemente ha saputo soddisfare anche i palati più fini, grazie alle belle squadre di Vavassori, Del Neri e oggi Gasperini.

Sentierone. E’ il salotto di Bergamo, la strada che da via XX settembre porta fino a via Tasso passando dai negozi dello shopping alla bellezza discreta del quadriportico piacentiniano, fino a quella più seducente del Teatro Donizetti. Un po’ come il percorso dell’Atalanta attuale, grande intensità unita ad un gioco elogiato ormai anche in sede europea, senza però mai perdere la bussola della concretezza, ovvero il risultato. La forza di Masiello e Caldara si fonde alle esatte geometrie di Freuler, ai cross perfetti di Spinazzola, alla potenza di Cristante e Petagna, alla magia dell’illusionista Ilicic e alla poesia dei dribbling di Papu Gomez.

Condottiero. Bartolomeo Colleoni è il Grande Condottiero della storia bergamasca, le sue gesta al tempo della Repubblica di Venezia sono ancor oggi raccontate e magnificate attraverso edifici e monumenti, ma pure da caffè e ristoranti. La Dea ne ha avuti tanti di comandanti decisivi nella sua storia. Giocatori autoctoni come Domenghini e Donadoni, guerrieri svedesi come Jepsson (mister 105 milioni) e Stromberg, funamboli latini come Caniggia e Gomez. E poi Inzaghi, Vieri, Scirea e Cabrini fino alla classe operaia dei Bonacina e dei Bellini, altri due bergamaschi doc.

Valli e laghi… e voli. Il grande girone di Europa League è stato il suggello della dimensione ormai internazionale dell’Atalanta, che segue quella acquisita dalla città, dalle sue valli e dai suoi laghi, soprattutto da quando l’aeroporto di Orio al Serio è diventato non solo scalo di passaggio, ma anche tappa per i turisti di tutto il mondo. Il grande volo di Bergamo e dell’Atalanta è destinato a proseguire per molti anni.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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1 COMMENTI

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  1. Senza Fronzoli - 6 mesi

    Complimenti!!! Questo articolo è un capolavoro!!! Conosco solo in parte la città perché vado in università sede vicino stazione ed in città alta…

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