Ben Arfa e la storia dell’ennesima rinascita personale

Il talento francese dopo il periodo buio di Parigi sta ritrovando le gioie del campo con la maglia del Rennes

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
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Non è semplice scrollarsi di dosso alcune "etichette" e questo lo sa bene Hatem Ben Arfa.

Il francese classe 1987 sconta ancora, nonostante l'età quello scetticismo dovuto ad un carattere che sopratutto negli anni passati ha fatto sì che la carriera di questo calciatore non fosse ciò che avrebbe meritato di essere.

Cresciuto calcisticamente nel centro federale di Clairefontaine salì agli onori della cronaca sportiva per l'efficacia offensiva della coppia d'attacco formata assieme a Benzema con la maglia del Lione.

Nel 2008 però avvenne il discusso trasferimento al Marsiglia con tanto di querelle giudiziaria in cui il Lione pretendeva di annullare la cessione mentre Ben Arfa sicuro della propria "scelta di cuore" rivendicava la bontà del trasferimento. La Lega calcistica d'oltralpe si esprimerà poi a favore del calciatore che sarà quindi libero di trasferirsi in Provenza.

Con l'Olympique Ben Arfa vivrà periodi contrastanti e dopo un buon inizio di stagione 2008/2009 inizieranno i problemi culminati con la gestione Deschamps con cui Hatem non legherà mai. 

Il ragazzo però farà di tutto per rendersi ostile al prossimo come presentarsi in ritardo agli allenamenti ed avere discussioni dai toni accesi con compagni e tecnico rifiutando perfino l'ingresso in campo durante il match contro il PSG.

Nonostante tutto questo il 2010 sarà un buon anno con alcune prestazioni individuali molto positive e la conquista del titolo nazionale da parte del Marsiglia.

L'anno successivo però sarà la volta dell'addio alla Francia destinazione Inghilterra, Newcastle per la precisione.

Il 04 Ottobre 2010 è la data maledetta per Ben Arfa. In quell'occasione il Newcastle si reca a Manchester per sfidare il City, sembra un buon momento per il francese autore del primo goal in maglia bianconera soltanto la settimana precedente. Purtroppo però il destino ha in serbo per il francese un verdetto amaro, tale sentenza si paleserà quando Nigel De Jong con un'entrataccia sconsiderata gli procurerà la rottura di tibia e perone senza che in tutto questo l'arbitro fischi nemmeno la punizione contro l'olandese.

Quando cadi puoi soltanto provare a rialzarti ma un po' per via  dei problemi fisici legati al drammatico infortunio ed un po' per il passato da bad boy Ben Arfa non avrà un ritorno semplice.

Il 2014 è l'anno del passaggio in prestito al Hull City club in cui Hatem rimarrà solo fino a Gennaio per poi fare rientro al Newcastle.

Il club del nord est inglese però ha già chiaramente mostrato di non voler contare più su di lui e per questo Ben Arfa tenterà la carta del ritorno a casa con la maglia del Nizza.

Carta azzeccata visto che nel biennio in Costa Azzurra vivrà una vera e propria rinascita culminata con il terzo posto in campionato nel 2016. Il calciatore nella città che diede i natali a Garibaldi realizzerà 17 reti compresa una meravigliosa messa a segno contro il Saint - Etienne.

Al termine di quella stagione però deciderà di non rinnovare il contratto con il Nizza e da svincolato sceglierà di accasarsi al PSG. La voglia di trovare il riscatto è troppa per Ben Arfa "il ribelle". Certe scelte andrebbero ponderate meglio e così a Parigi egli si ritroverà di nuovo in difficoltà essendo in un club dove i primi attori non mancano. 

Inizierà di nuovo un periodo di lento declino per il giocatore che vedrà sempre meno il campo e sempre di più la panchina o la tribuna.

La scorsa estate terminata anche l'avventura parigina Ben Arfa decide di ripartire da Rennes. In Bretagna il numero 18 stenterà ma le ultime settimane ne certificano l'ennesima rinascita.

Tre reti negli ultimi quattro turni di Ligue 1 stanno a significare che una volta superati i problemi fisici legati ad un ritardo di condizione atletica Ben Arfa è ancora un calciatore a tutti gli effetti. 

Il destino calcistico non ha certo sorriso a Ben Arfa ma egli ha mostrato ancora una volta la propria resilienza dato che come scriveva Pablo Neruda "nascere non basta, è per rinascere che siamo nati. Ogni giorno".

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Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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