Bella, propositiva, talentuosa e di carattere: così l’Italia è tornata

Con la vittoria in rimonta sulla Bosnia l'Italia ipoteca la qualificazione a Euro 2020 e certifica il definitivo rilancio della nostra Nazionale

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
Italy v Bosnia and Herzegovina - UEFA Eu

Sembra un secolo, eppure sono passati appena dodici mesi. Un anno fa, di questi tempi, complice la cocente delusione dell'eliminazione dalla rassegna iridata non ancora metabolizzata, eravamo semplici spettatori del Mondiale russo, e il futuro ci si presentava pieno d'incognite e nebuloso. Oggi, invece, ci troviamo ad esaltare una Nazionale, che sotto la sapiente guida di Roberto Mancini, ha praticamente già chiuso il discorso qualificazione al prossimo europeo. Si perché quest'Italia va che è un piacere, e sembra non volersi più fermare. La partita con la Bosnia risalta anche un altra caratteristica importante. Questa squadra è capace di soffrire, di resistere alle avversità, e di ribaltare una gara mettendo in mostra il carattere, la grinta e il piglio tipico delle grandi squadre. E così, dopo che il promesso sposo nerazzurro Edin Dzeko, sigla la rete con cui la nazionale balcanica chiude il primo tempo in vantaggio, l'Italia, con una grande seconda frazione. ribalta le sorti della gara. Prima Insigne con un gioiello, e poi Verratti con un colpo di biliardo nel finale, regalano vittoria e tre punti pesantissimi, che di fatto blindano la qualificazione all'Europeo della prossima estate. 

Onore e merito dunque a Roberto Mancini, che ha creduto in un progetto e lo ha portato avanti senza esitazione e senza guardarsi mai indietro. Oggi la sua nazionale è l'emblema di un calcio che, dopo aver toccato il fondo in quella sciagurata notte di San Siro con la Svezia, è stato capace di riorganizzarsi e di rialzarsi. E lo ha fatto in fretta, segnale che in Italia i talenti non mancavano di certo, bisognava solo avere il coraggio di buttarli nella mischia. Se proprio però vogliamo trovare un nota negativa a questo momento magico, è la carenza di gol prodotti dagli attaccanti. Manca un centravanti vero, di quelli alla Edin Dzeko, giusto per rimanere alla partita di Torino. Un attaccante, non solo capace ovviamente di produrre gol, ma di fare reparto da solo, di quelli che fanno a sportellate con le difese avversarie. Se il nostro calcio sarà capace, in quest'anno che ci separa da euro 2020, di "produrre" un profilo simile, allora la nazionale azzurra potrebbe davvero essere une delle pretendenti alla conquista del titolo. Le premesse ci sono, visto che dietro ai moschettieri di Mancini scalpitano i talenti della Under 20 brillante protagonista al mondiale di categoria in corso in Polonia, e fermata solo in semifinale dalla ancor più sorprendente Ucraina. Insomma, in attesa dell'inizio della nuova stagione della nazionale fissata per il 5 settembre in Armenia, il cielo sembra essere sempre più azzurro.

Italy v Bosnia and Herzegovina - UEFA Eu
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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