Belgio: la tua Golden Generation è qui

Sorprendente ma non troppo a Brasile 2014, deludente ad Euro 2016, la golden generation belga può finalmente sbocciare a Russia 2018.

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
Belgio

Si definisce generazione d'oro, o almeno così fa Wikipedia , un gruppo di giocatori talentuosi della stessa età i cui traguardi con la Nazionale raggiungono o ci si aspetta che raggiungano un livello di successo mai ottenuto. Di Golden generation nel corso della storia ne abbiamo avute parecchie tra cui ricordiamo il Brasile 1994-2006, avente tra le sue fila i vari Ronaldo, Kakà, Romario, Ronaldinho, e la Spagna 2008-2016, quella che con il tiki-taka di ispirazione guardioliana ha ammaliato il mono calcistico potendo contare sull'eleganza di Iniesta e Xavi, sulla grinta di Ramos e Puyol e sul killer instinct di gente come Torres e Villa. 

La generazione d'oro di cui ci occuperemo viene da latitudini completamente differenti. La sua capitale, Bruxelles, è sede del Parlamento e della Commissione Europea, e anche per questo motivo che quando nel passato si nominava il Belgio, la prima a cosa che balzava all'occhio non era certamente il calcio. Il massimo risultato raggiunto sono le semifinali a Messico '86, quando la Nazionale guidata da Vincenzo Scifo (di origini italiane) e Jean-Marie Pfaff venne sconfitta dall'Argentina di Maradona per 2-0. Da quell'edizione del Mondiale i tifosi hanno dovuto attendere più di 25 anni per ritornare a sperare. Questo momento è infatti coinciso con l'ascesa a livello internazionale di molti dei fenomeni che ora portano in alto la bandiera belga. Una generazione di talenti che va da Vermaelen (classe 1985) a Tielemans (nato nel 1997), e che può contare sulla qualità eccelsa di alcune sue star, quali De Bruyne, Lukaku, Hazard e Mertens, tutti calciatori che si sono già ampiamente imposti sul panorama calcistico internazionale con le maglie di Manchester City, Manchester United, Chelsea e Napoli. 

La prima grande competizione alla quale hanno partecipato è stato il Mondiale brasiliano del 2014, dove sono stati eliminati per mano dell'Argentina dopo aver passato il girone con Algeria, Corea del Sud e Russia a punteggio pieno, e dopo aver battuto gli Usa agli ottavi con il risultato di 2-1.  Due anni dopo, però è arrivata la prima grande delusione in occasione di Euro 2016. Con una squadra più matura rispetto al Brasile, la Nazionale guidata da Marc Wilmots era vista come una delle candidate alla vittoria. Dopo aver concluso il girone al secondo posto, a pari merito con l'Italia a quota 6 punti, il Belgio ha strapazzato l'Ungheria 4-0, salvo poi uscire malamente sconfitto dal Galles di Bale con il risultato di 3-1. 

Il 3 agosto la decisione: Roberto Martinez, ex allenatore dell'Everton, diventa il nuovo CT prendendo il posto proprio di Wilmots, reo di non aver sfruttato al massimo il potenziale a disposizione. I belgi si qualificano agevolmente ai Mondiali in Russia, uscendo imbattuti e con 28 punti all'attivo. Si presentano alla più importante manifestazione internazionale circondati da molta incertezza, in parte dovuta alla mancata convocazione di Nainggolan, vista dal tecnico come una scelta tattica più che disciplinare. 

Il girone, composto da Panama, Tunisia e Inghilterra, non si può considerare un vero e proprio test, dato che lo scontro con gli inglesi è all'ultima giornata. Il Belgio lo chiude da primo, andando a finire nella parte più complicata del tabellone. Dopo aver superato in extremis il Giappone 3-2 con un'incredibile rimonta, la banda guidata da capitan Hazard riesce a sconfiggere il Brasile di Neymar, precedentemente pronosticato come il vincitore finale. Ora, in semifinale, sarà il turno della Francia. Una sfida affascinante che mette a confronto due Paesi limitrofi, nonché due generazioni di stelle. 

Il talento per vincere la sfida c'é eccome. La solidità della retroguardia difensiva sarà la chiave di volta per capire se il Belgio potrà arrivare a Mosca, o se saranno i francesi a riuscire a entrare in quella capitale già varcata 203 anni fa. Si spera con un epilogo possibilmente differente. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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