Balotelli ha già perso tutti i suoi ultimi treni

Super Mario inizia una nuova avventura, ma stavolta non ci crede più nessuno.

di Matteo Zolla
Matteo Zolla
(3 articoli pubblicati)
Balotelli Why always me

Siamo nel 2009 e Mourinho, dopo un'ingenua espulsione di Balotelli, perde la pazienza e sbotta dicendo che da lì a cinque anni avremmo continuato a parlare dell'inesperienza del ragazzo. Di anni ne sono passati ormai undici e lo Special One aveva maledettamente ragione; con tanti rimpianti per tutti. Dopo qualche mese di stop SuperMario oggi si è accasato al Monza di Berlusconi e Galliani. Proprio quest'ultimo ha confessato di aver detto a Mario che questa è davvero la sua ultima possibilità. Quante volte abbiamo già sentito questa dichiarazione? Ho provato a fare un breve elenco di tutti gli episodi sportivi e non, che mi sono rimasti impressi nella carriera di Mario e, quelli che mi ricordo sul campo sono rari, quasi nulli. Il lungo giro nel lunapark personale di Mario inizia proprio dall’Inter, dove piovono espulsioni inutili e gratuite per proteste e falli ingenui, che resteranno una costante nella sua carriera, le multe per gli eccessi di velocità e i divieti di sosta; fino alla maglia gettata a terra al termine della semifinale di Champions contro il Barcellona. Diventerà comunque campione d’Europa ma in finale non giocherà e di lì a poco verrà ceduto al Manchester City. In Inghilterra ritrova Mancini, colui che gli aveva dato fiducia sin da subito. Oltremanica però “Mad Mario”, come viene ribattezzato fin dal suo arrivo, è più spesso sulle pagine dei tabloid per le sue 'balotellate' che su quelle dei giornali sportivi per ciò che dimostra in campo. I gol non mancano e di personalità ne ha da vendere, ma si sa, i media inglesi godono quando hanno a che fare con un personaggio del genere: gli incidenti con le sue auto sportive, la “gita” in un carcere femminile col fratello Enock, le freccette lanciate ai giovani della primavera perché in quel momento “mi stavo annoiando”, l’incendio in casa per aver acceso dei petardi e, dopo l’episodio, segue il gol nel derby con tanto di maglietta “Why always me?”, le liti in allenamento con i compagni e l’ultima, clamorosa, proprio con il suo allenatore, Mancini. Per arrivare fino allo alla veronica davanti alla porta in amichevole contro i Galaxy con logica e sacrosanta sostituzione che, ovviamente, Mario non prende proprio sportivamente. Nell’estate del 2012 qualcosa sembra cambiare: l’Italia disputa un grande europeo e Balotelli ne è il
trascinatore assoluto. Nella semifinale contro i rivali storici della Germania mette a segno una doppietta che stende i tedeschi. Dopo il secondo gol lancia la maglietta al cielo e mostra i muscoli. In quel momento ci aveva illuso davvero: “finalmente è cambiato" avevamo pensato tutti. Invece quella è stata semplicemente l’ultima, e una delle poche, notte da Supermario. Torna in Italia passando dal Milan alternando tanti gol ai soliti comportamenti da adolescente a cui è stato rubato il pallone. Sui social è scatenato e non può mancare anche una “bella” foto dove imbraccia un fucile. Di nuovo in Inghilterra, stavolta al Liverpool, dove lascia solo pessimi ricordi. Successivo ritorno al Milan, non troppo felice a essere onesti; per poi finire in Francia, prima al Nizza, dove torna a fare qualcosa che sa fare molto bene, cioè gol. E poi al Marsiglia. Nella sua parentesi francese, più precisamente nel dicembre 2017 confessa; “nel calcio il mio obiettivo è quello di diventare il più forte di tutti.” Una dichiarazione a cui nessuno ha mai creduto, nemmeno lui. Si è dimostrato sicuramente tra i più forti al mondo nel mettersi nei guai. Il licenziamento a Brescia è stato l'ennesimo insulto che Mario ha indirizzato gratuitamente a Madre Natura. Balotelli non ha mai voluto essere un calciatore professionista e nemmeno ci ha mai provato davvero. Ormai sembra quasi una barzelletta, che per di più non fa ridere, anzi... Tutte le volte c'è un'altra occasione, un ennesimo, ultimo treno su cui non può non salire perché è la volta buona, quella buona davvero. Ma anche questa volta sappiamo già tutti come andrà a finire.

Fonte: l'autore Matteo Zolla

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