Balotelli non ha più tempo per essere il salvatore della Patria

L'ennesimo tentativo di recupero di Balotelli non può mascherare i tanti problemi dell'Italia, mai così tecnicamente mediocre come in questi anni

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(78 articoli pubblicati)
Mario Balotelli

"Io penso di essere un calciatore normalissimo, non ho mai detto di essere un fuoriclasse. Siete voi che parlate di questo". Era il 2014, nell'immediato post partita di Roma-Milan e così rispondeva Balotelli, in maniera piccata, rancorosa e piuttosto polemica, alle domande di Marocchi, Boban e Panucci. Quanta verità in quelle frasi, soprattutto se le soppesiamo a distanza di quattro anni, rendendoci conto della strada e la vita calcistica che Balotelli ha percorso in questo lasso di tempo.

All'epoca Balotelli giocava nel Milan, e nel frattempo è stato ceduto al Liverpool, per ritornare, poi, nuovamente al Milan, senza mai lasciare alcun segno o traccia tangibile di una trasformazione in top player che tutta la stampa italiana auspicava. L'attaccante bresciano ha trovato una dimensione più consona alle sue potenzialità nel Nizza, squadra di medio alta classifica di Ligue 1.

Due buone stagioni in Francia, dopo anni di anonimato e il nuovo ciclo tecnico dell'Italia, guidato da Mancini, forse l'unico (insieme a Prandelli) che crede ancora nella bontà e la caratura tecnica di Mario: immediatamente le sirene mediatiche hanno iniziato a suonare incessantemente, preannunciando il ritorno in nazionale dell'(ormai) ex enfant-prodige del calcio italiano.

Per carità, niente di personale contro il calciatore, sia chiaro. Ma è lapalissiano che una squadra blasonata come l'Italia non possa costruire le fondamenta di un nuovo progetto tecnico su un calciatore che non ha più nulla da dire da almeno sei-sette anni. Se poi, qualcuno dice che, allo stato attuale delle cose, l'Italia non può avviare un nuovo ciclo basandolo su un calciatore migliore di Balotelli, allora potrei dire di aver trovato anche una valida risposta al perché l'Italia, dalla vittoria del Mondiale ad oggi, è una nazionale in caduta libera che ha collezionato umiliazioni su umiliazioni. Non ultima, la mancata qualificazione a Russia 2018.

Ma non è colpa di Balotelli, ci mancherebbe altro. L'Italia calcistica è un teatro di marionette o una barzelletta che non fa più ridere, scegliete voi, e il dilemma Balotelli sì - Balotelli no, nel 2018 diventa un tema anche abbastanza imbarazzante da affrontare, se pensiamo che nel calcio italiano ci sono problemi ben maggiori e più delicati da risolvere e per i quali Balo non è la soluzione, né sul campo, né fuori.

Lasciamolo stare al Nizza, a godersi la Costa Azzurra, e a giocare a calcio come lui sa e vuole fare. Di possbilità di poter sfondare e diventare un grandissimo giocatore ne ha avute tante, forse troppe e dal calcio ha ricevuto molto più di quanto abbia effettivamente dato. Ciononostante, Balotelli sembra ancora essere la gallina dalle uova d'oro e non riesco a trovare motivi per cui riesca ancora a fare notizia, non facendo niente di eccezionale. Le sue vicissitudini parlano per lui, la sua carriera parla per lui, nella quale si riscontrano pochi picchi ma tantissime cadute in basso.

Però, se Mancini pensa che Balotelli possa rappresentare l'ancora di salvataggio di per questa nazionale, faccia pure. Il ct è lui e fa le sue scelte, assumendosene oneri e onori sulle eventuali conseguenze, la più ovvia delle quali è che Mario diventi un bersaglio troppo facile su cui sparare e un capro espiatorio per mascherare problemi molto più gravi. Lo si è visto contro la Polonia: un Balotelli sicuramente non al meglio, è stato bersagliato dalla critica e tacciato di essere stato il peggiore in campo. Ma la sconfitta contro il Portogallo non ha fatto vedere di meglio, acuendo la crisi di gioco e di risultati che va avanti da tempo. Credo, dunque, non sia giusto chiedere a Balotelli di risolvere problemi che, in realtà, non sta a lui risolvere. Per sua stessa ammissione, non si definisce un top-player e, seppure lo fosse, suppongo non basterebbe a colmare le innumerevoli lacune insite in questa nazionale. A meno di smentite da parte di Mario. Ma ci sarà ancora tempo per dimostrare il contrario? Per me, il tempo è scaduto.

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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