Avvertite l’Ajax: è già fuori dalla Champions!

Nella partita d'andata l'Ajax, pur giocando meglio, non si è rivelata in grado di capitalizzare il guoco prodotto ed è stata costretta ad inseguire il pari.

di Roberto Rossi
Roberto Rossi
(33 articoli pubblicati)
Juventus v Club de Atletico Madrid - UEF

La Juventus in Champions League è già in semifinale. La prossima settimana lo scopriranno anche in Olanda. Abbiamo fiducia in vista delle semifinali”. Meglio che un pugno di mosche, ma poco più di quello, Ten Hag stringe nelle mani l'unica motivazione in grado di dare un senso allo scendere in campo dell'Ajax martedì, la fiducia. 

Fiducia che poggia sulle macerie blasonate del Real Madrid, battuto dai Lancieri a casa sua, al Bernabeu. Un'impresa che dà forza ma allo stesso tempo scoraggia: quante vittorie "impossibili" è lecito aspettarsi in un'unica stagione di Champions? La difesa di un momento epico che lotterà per non lasciarsi declassare a di routine, sarà dalla testa al campo il dodicesimo "uomo" al servizio della truppa di Allegri.

Fiducia che trae origine anche dall'arroganza della gioventù. Arroganza che non disturba, affascina, in quanto consapevole e fondata sulle indiscutibili qualità tecniche del gruppo, particolarmente pronunciate in alcune individualità che, giustamente, in estate andranno a saziare la fame di talento delle più facoltose big europee. Ma l'ottimo che questo giovane gruppo può produrre ce lo ha già fatto vedere ed ha portato un risultato che lo lascia un passo indietro alla Juventus, lungo il corridoio che porta ai cancelli delle semifinali.

Ferite più profonde nelle convinzioni della Juventus era riuscito a lasciarle l'Atletico Madrid, che a Torino aveva potuto presentarsi con il vantaggio di aver tolto ai bianconeri la possibilità del gioco che predilige, costringendola ad abbandonare la classica tattica attendista per una più arrembante. Il risultato è un poema epico che narra di una notte incredibile, nella quale i ragazzi "ovuti" di Simeone furono straziati dalla furia di CR7. Eroe per metà macchina e per metà divinità pallonara di un popolo, quello juventino, che freme dalla voglia di sollevare per mezzo delle sue mani un trofeo che gli sfugge da anni. 

Fonte: l'autore Roberto Rossi

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