Antognoni-Astori: quando Firenze piomba in un incubo

Due capitani,due storie con esiti diversi,ma con il solito comun denominatore: Firenze.

di Massimiliano Cerbai
Massimiliano Cerbai
(24 articoli pubblicati)
Davide Astori Funeral Service In Florenc

Sembra una domenica di campionato come tante quella del 22 novembre 1981 ma il destino vuole diversamente. La Fiorentina affronta il Genoa tra le mura amiche ed Il suo capitano Giancarlo Antognoni, sta disputando una partita sontuosa, fatta di lanci, passaggi filtranti e gol (su rigore). Ma ecco che il destino vuol diventare protagonista;

Siamo al minuto 55 quando un gran lancio di Daniel Bertoni, mette  il capitano viola solo davanti a Martina (portiere del Genoa). Giancarlo tenta un "sombrero" per superare l'estremo difensore dei Grifoni, ma quest'ultimo si fionda sul capitano viola colpendolo alla testa con una ginocchiata e stramazzandolo al suolo. Sono attimi interminabili ,perché i calciatori delle due squadre  capiscono subito la gravità del momento e disperati chiedono immediati soccorsi. I massaggiatori di Genoa e Fiorentina si precipitano in quell'angolo dell'area del Genoa e mentre il capitano viola è in arresto cardiaco, riescono con grande bravura a rimettergli in moto il cuore e quindi a salvargli la vita. Per lo stadio sono attimi di terrore ma fortunatamente, quando lo speaker dell'impianto dà la notizia che Giancarlo Antognoni respirava autonomamente, si scioglie in un applauso liberatorio.

La convalescenza è lunga, anche perché siamo in presenza di una frattura cranica e necessita di un intervento chirurgico. Quattordici giornate dopo rientra e contribuisce  a quella fantastica cavalcata con la Juventus per la conquista di quel tricolore, conclusasi soltanto al fotofinish dell'ultima giornata a favore della Juventus, non senza code di polemiche per alcune decisioni arbitrali molto criticate dai viola.

Purtroppo 36 anni dopo Firenze e la Fiorentina rivivono un'altra giornata da incubo, ma l'epilogo è devastante: il capitano viola Davide Astori muore improvvisamente. E' domenica 4 marzo 2018 quando la società viola con un comunicato annuncia che il suo capitano Davide Astori viene ritrovato morto nella sua stanza d'albergo a Udine, dove la Fiorentina si trova per accingersi a disputare la partita contro l'Udinese. Firenze ripiomba nell'incubo ma purtroppo questa volta non servono a niente le manovre di soccorso perché il cuore di Davide s'e'fermato durante la notte mentre il ragazzo dormiva. Firenze e tutto il mondo del calcio e non, si stringono alla famiglia, i calciatori viola perdono la loro guida e un grande amico. La maledizione sui capitani viola stavolta e'ancora più truce, perché toglie all'affetto di tutti un uomo di grandi qualità morali che aveva conquistato Firenze, città nella quale avrebbe voluto finire la carriera (infatti il giorno successivo avrebbe firmato a 31 anni il suo ultimo rinnovo di contratto). Non ne ha avuto il tempo, ma conquista l'immortalità e l'amore eterno di una città, che non finirà mai di piangerlo abbastanza.

Giancarlo Antognoni
Fonte: l'autore Massimiliano Cerbai

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