Andrea Pirlo, il più grande regista italiano di sempre

Andrea Pirlo sta per dire addio definitivamente al mondo del calcio, ricordiamone le meravigliose gesta

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(52 articoli pubblicati)
Andrea Pirlo Ritiro

Il 21 Maggio a San Siro andrà in scena la “Notte del Maestro”, e nessun nome è più azzeccato di questo. Infatti, Andrea Pirlo da Flero scenderà per l’ultima volta in campo per dire addio al calcio giocato, lo sport che gli ha dato tutto e che lui ha più che ricompensato. Pirlo è nato come classico N.10 quando esordì con la maglia del Brescia e venne poi acquistato dall’Inter. Sin da subito la sua tecnica era indiscutibile, però la mancanza di “gamba” non gli permetteva di fare quella differenza che solitamente fanno i più grandi in quella posizione. 

Fu il passaggio al Milan che gli permise di consacrarsi a livello mondiale, dove al suo arrivo trovò l’allenatore Carlo Ancelotti che ebbe la grande intuizione di cambiargli ruolo facendolo arretrare di una trentina di metri portandolo davanti alla difesa, e da qui nacque la favola di Andrea Pirlo. Il bresciano mostrò sin dalle prime partite un attitudine per il ruolo del tutto incredibile che gli permetteva di sfoderare tutto l’immenso repertorio tecnico e tattico. In quella zona di campo ha avuto la possibilità di mettere in luce la sua visione di gioco a 360°, servendo i suoi compagni con lanci di prima superiori ai 50 metri perfettamente sulla loro corsa o gestendo palla in assoluto controllo senza far correre pericoli alla propria squadra. Inoltre il regista non perse affatto le sue doti offensive, consentendogli di realizzare un ottimo score di reti segnate nell’arco della sua carriera anche grazie alle sue grandi abilità balistiche nei calci da fermo. 

Sicuramente “l’era Milan” è stata la più importante della sua carriera visto che vinse due Champions League e fece anche parte della Nazionale campione del mondo nel 2006, dove fu uno dei migliori calciatori del torneo. Chiusa la parentesi rossonera passò alla Juventus dove fu il perno della rivoluzione bianconera capitanata da Antonio Conte. Certamente l’apporto del centrocampista è stato quello fondamentale per la rinascita della Vecchia Signora ed anche della sua visto le ultime annate negative con i rossoneri. Con i bianconeri vinse tutti gli Scudetti nei campionati disputati portando la Juventus ad un passo dalla tanto agognata Coppa dei Campioni perdendo in finale col Barcellona di Messi-Xavi-Iniesta. 

Molti hanno paragonato Pirlo e Xavi, ed anche se il regista spagnolo ha vinto di più sia col club sia con la nazionale, non si arrabbino i tifosi catalani se si dovranno accontentare di aver avuto il secondo regista più forte degli ultimi anni. Si perché nessuno come Pirlo ha saputo condurre magistralmente il gioco con una sicurezza ed una classe senza eguali. Andrea non è semplicemente stato il più grande regista italiano di tutti i tempi, ma uno dei più grandi calciatori della storia. Forse ricoprendo un ruolo più difensivo rispetto a quello del trequartista ha suscitato meno clamore e attenzioni al grande pubblico, ma gli addetti ai lavori e gli intenditori del mondo del pallone lo ricorderanno sempre per le sue prodezze meno appariscenti ma non per questo meno importanti sul rettangolo di gioco. 

Senza dimenticare la correttezza e la signorilità di un vero campione che è stato un modello di comportamento per milioni di ragazzi in tutto il mondo. Il “Maestro”  non si è limitato semplicemente ad insegnare calcio ai suoi colleghi e agli spettatori, ma ha anche ispirato le nuove generazione, perciò nessun appellativo è meglio indicato di quello di Maestro.

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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