Altro che CR7, il vero fenomeno è Mario Mandzukic

Il giocatore croato decide anche la sfida con La Roma. Un jolly preziosissimo per gli equilibri della squadra di Allegri.

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
Juventus v AS Roma - Serie A

Probabilmente neanche il più incallito degli ottimisti avrebbe sperato che la Roma tornasse da Torino con un risultato positivo. Se fosse successo, oggi parleremo di impresa dai connotati addirittura storici, perché nelle sfide giocate nel nuovo impianto di proprietà della Juventus, la Roma ha sempre perso. Otto sfide ed altrettante sconfitte. Una vera e propria maledizione. E non era di certo questa l'annata giusta, visto la portata della Juventus di quest'anno, cui solo il Genoa, fino adesso, è riuscita a strapparle un punto, e visto, soprattutto, la pochezza della Roma di questa stagione, addirittura doppiata in classifica dai bianconeri.

 Proviamo però a fare un gioco. Immaginiamo di rigiocare la partita schierando Mandzukic con i giallorossi e Schick con i bianconeri. Come sarebbe finita non lo sapremo mai, forse il risultato finale sarebbe stato il medesimo, ma di certo avremmo assistito a tutta un'altra gara, con la squadra di Di Francesco che non si sarebbe limitata a fare da spettatrice non pagante, perché il croato è uno di quei calciatori che sposta gli equilibri di una squadra. E dalle parti di  Trigoria, infatti,  c'è un disperato bisogno di calciatori con la fame di vittorie, dalla spiccata personalità, di un trascinatore, di un punto di riferimento, di un esempio di sacrificio e di dedizione alla causa, in una sola parola di un leader vero. Tutte caratteristiche che ritroviamo in Mario Mandzukic. Non a caso un giocatore imprescindibile per Max Allegri, e di quelli che nessun allenatore al mondo rinuncerebbe mai. Il croato lo trovi  ovunque. Al centro dell'attacco, a pressare tutti i portatori di palla avversari come un forsennato, a fare a sportellate con le difese avversarie per aprire spazi e varchi per sua maestà Ronaldo, un po' come faceva Benzema al Real. Non solo, un attimo dopo lo trovi a fare il terzino e addirittura lo stopper se serve. Dategli un paio di guanti e ve lo troverete anche in porta a fare il portiere volante come si usava da bambini quando si giocava in oratorio. Per certi versi, restando in casa giallorossa, ricorda Marco Del Vecchio. Un giocatore a cui Fabio Capello, nell'anno dello scudetto, non rinunciava neanche sotto tortura. Anche lui, come il croato, uomo ovunque, a sacrificarsi per tutti in nome dell'equilibrio di squadra, e che costringeva un certo Vincenzo Montella a sedere spesso in panchina. Un po' come capita oggi nella Juve con Dybala. Quest'anno, poi, ci ha preso gusto a segnare anche gol pesanti e decisivi. Con quella di ieri sera sono già otto i gol in campionato. Il croato ha segnato in tutte le grandi sfide . Oltre alla Roma, decisivo con l'Inter, con il Napoli (doppietta) e a segno anche contro Milan e Lazio. Nel gol di ieri sera, poi, c'è tutta l'essenza di questo giocatore. Uno stacco di testa portentoso, con una grinta e una fame di gol impressionate, a sovrastare  il povero Santon, a cui va l'etichetta, non troppo ambita, di difensore più sfortunato del pianeta. Sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Nella Roma di oggi non c'è un giocatore così. E si vede. La squadra vista contro la Juventus è apparsa molle e senza idee, soprattutto nel primo tempo. Non inganni il risultato di misura, se la Roma non è uscita dallo Stadium con una umiliante sconfitta lo deve soprattutto al suo portiere, Robin Olsen, che ha smesso i panni di Paperino usati contro il Genoa per indossare quelli di Batman, e sfoderare quattro parate importanti. Uno dei pochi a salvarsi, insieme al giovane Zaniolo, che così come Cristante, cresce di partita in partita, e Manolas, tornato difensore insuperabile. Per Di Francesco, però, ci sono anche delle buone notizie, con i recuperi di Dzeko e Perotti, e la consolazione che anche le altre pretendenti al quarto posto, vanno piano, come se aspettassero la sua squadra. L'ultimo avamposto Champions, occupato attualmente dalla Lazio, dista infatti solo 4 punti. Ma per afferrarlo, ovviamente, serve fare molto di più.

Juventus v AS Roma - Serie A
Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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