Alla scoperta di Oliver McBurnie

Fugace ritratto del ventiduenne centravanti dello Swansea

di Giacomo Carlesso
Giacomo Carlesso
(11 articoli pubblicati)
Oliver McBurnie esultante dopo un goal

Ai più il nome di Oliver McBurnie non dirà nulla. Non a caso questo lungagnone inglese, ma naturalizzato scozzese (con la nazionale della Scozia ha già collezionato tre gettoni), è balzato agli onori della cronaca britannica solamente nelle ultime settimane, in particolare dopo lo scorso weekend, nel quale ha realizzato una doppietta nel 2-2 maturato dal suo Swansea, in casa, contro il Leeds del Loco Marcelo Bielsa. Il Leeds che, vedi a volte il destino, è la squadra della sua città natale. 

McBurnie contempla nel suo metro e ottantotto tutti i tratti caratteristici del nordico: i capelli biondo cenere chiaro, la  carnagione bianco fumo e la stazza tipica della seconda linea. 

Il numero 9 dello Swansea è il classico centravanti boa alla Luca Toni per intenderci (anche se è solito tenere i calzettoni bassi come era solito fare un certo Omar Sivori): forte di testa e nella protezione del pallone. Per rimanere all'interno dei confini del Regno Unito è possibile assimilarlo al primo Harry Kane, grezzo e sgraziato  come il rustico, ma riflessivo, incedere dello spinone italiano. La tecnica di base s'intravvede ma è estramamente rudimentale. Tuttavia il ragazzo attacca lo spazio con decisione, senza mostrare remore di alcun tipo.

Personalmente, ebbi modo di vederlo giocare per la prima volta nello scorso Santo Stefano ad Anfield, in un Liverpool-Swansea terminato col punteggio tennistico di 5 a 0 in favore dei Reds. Di certo non mi impressionò, come nessuno dei suoi compagni. Ciò nonostante trovai ammirevole quel suo mettere costantemente a disposizione l'allora pochezza dei suoi mezzi tecnici. Fu proprio  in quel frangente che compresi la tenacia di questo ragazzone che in un futuro prossimo potrà portarlo a consacrarsi prima in Championship e poi in Premier League. La seconda parte della scorsa stagione, passata in prestito al Barnsley ha, in parte, confermato ciò. Infatti con le 9 reti messe a segno nei 17 match disputati, McBurnie ha potuto guadagnarsi la riconferma in una squadra più blasonata come lo Swansea, guadagnandosi ad oggi il posto di titolare.     

La parentesi al Barnley gli è servita per trovare, oltre alla continuità di rendimento, una maggior confidenza nelle proprie qualità, raccogliendo i primi frutti di un lavoro su se stesso, la cui più profonda bontà si è potuta già percepire nelle prime 4 giornate della nuova stagione. 

E se sarà (perdonatemi il tradimento del passo manzoniano) vera gloria, ai posteri l'ardua sentenza. 

Fonte: l'autore Giacomo Carlesso

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