Alessandro Nesta sulle orme di Ancelotti e Zeman

Il suo Perugia tra le sorprese del campionato. I Grifoni lanciati verso un posto al sole

di Raffaele Garinella
Raffaele Garinella
(14 articoli pubblicati)
Empoli v Perugia

Quando Roberto Breda, autore di una straordinaria rincorsa, fu esonerato dopo aver conquistato i playoff, in tanti dalle parti di Pian di Massiano rimasero sbigottiti. La scelta del nuovo allenatore cadde su Alessandro Nesta, sicuramente un nome importante, ma con una breve esperienza in panchina alla guida dei Miami Football Club.  

Un’intuizione geniale,-l’ennesima-, di Roberto Goretti. Dopo il necessario e fisiologico periodo di apprendistato, Nesta ha confermato di possedere brillanti idee calcistiche. Il suo Perugia ha dimostrato, sin dalle prime giornate, di non temere alcun avversario, e di volersela sempre giocare contro tutti. 

Una squadra camaleontica in grado di risultare spettacolare ed accorta allo stesso tempo. Si pensi,-solo per citare le ultime due vittorie-, alle partite contro Salernitana e Padova. Il 3-1 casalingo contro i campani ha messo in luce una squadra votata all’attacco, abile nell’aggredire sin dalle battute iniziali i coriacei avversari. Giocate che hanno riportato alla mente il calcio zemaniano. 

Lo champagne è stato magistralmente riposto in frigo allo stadio Euganeo di Padova. Contro l’ex Bisoli,-esonerato all’indomani della sconfitta, così come all’andata-, il Perugia è stato più accorto e, se volessimo osare, più ancelottiano. 

Dopo il vantaggio di Han, i Grifoni non hanno rinunciato ad attaccare, ma lo hanno fatto con maggiore razionalità, rischiando praticamente nulla. Giocate meno istintive, forse meno appariscenti rispetto alla gara contro la Salernitana, ma non per questo meno belle ed importanti. 

Nesta riesce ad abbinare le qualità calcistiche dei suoi antichi maestri. L’attuale settimo posto è un risultato straordinario, soprattutto per chi è partito ad inizio stagione con un organico completamente rinnovato. 

Sono arrivati calciatori esperti come Gabriel, Gyomber e Melchiorri, ma anche giovanotti terribili come Dragomir e Kingsley, non ancora ventenni. Bravo Goretti nell’allestire una squadra competitiva, arricchita successivamente con Falzerano, Sadiq e Carraro. Altrettanto bravo è stato Nesta nel dirigere sapientemente l’orchestra. 

La più grande intuizione dell’allenatore è stata quella di scorgere in Valerio Verre, bravissima mezzala, le giocate di un trequartista sopraffino. Dieci reti per il calciatore di proprietà della Sampdoria, ormai pronto per la massima serie. 

Il Perugia dovrà trovare maggiore continuità, soprattutto tra le mura amiche. Le quattro sconfitte nelle ultime cinque gare casalinghe hanno precluso, almeno fino ad oggi, la possibilità di una classifica ancor più soddisfacente. 

Peccati di gioventù, d’altronde si tratta pur sempre di una squadra giovane guidata da un giovane allenatore. Le nove partite che restano diranno se il Perugia è pronto per il salto di qualità. 

Vale per tutti, anche per Nesta, che ha attirato le attenzioni della Fiorentina. Tanti artisti del Rinascimento sono partiti da Perugia ed hanno raggiunto la maturità a Firenze. Sarà così anche per Nesta? 

“Del doman non v’è certezza”, amava dire Lorenzo il Magnifico. C’e solo la “bella giovinezza” del Perugia e del suo allenatore. Pronti a lottare fino all’ultima giornata per conquistare un posto al sole. 

Fonte: l'autore Raffaele Garinella

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