Ajax: Lungimiranza e pazienza, così ora de Jong vale 70 milioni

Il settore giovanile di Amsterdam è sicuramente uno dei migliori al mondo in termini di qualità e acume sportivo. Un esempio: De Jong acquistato a un euro

di Antonino Aloi
Antonino Aloi
(19 articoli pubblicati)
Ajax v Dynamo Kiev - UEFA Champions Leag

In olandese “De Toekomst” signfica “Il Futuro”, non è affatto un caso che questo termine dal carattere premonitore sia ben affisso all’entrata del centro sportivo dell’Ajax. Una fucina di abili maestri che plasmano intere generazioni di giovani calciatori seguendo il diktat Cruyffiano della conduzione del pallone in maniera totale. Controllo, passaggio e stop compongono la triade delle basi qualitative di un giovane lanciere, inserite e supportate all’interno di una crescita anche umana del singolo calciatore in ambito societario. Radici forti e un modus operandi collaudato nel tempo infatti, se è vero che l’Ajax non vince nulla sul piano internazionale da più di 20 anni, è altrettanto vero che ha velocizzato il suo sistema di costruzione e assemblaggio di nuovi talenti da immettere sul mercato. Un vero e proprio marchio di fabbrica, quello dei Lanceri di Amsterdam, che ha fatto sì che potesse essere costruito uno stadio ed un settore giovanile all’avanguardia e fortemente tecnologizzato. Com’è possibile che l’Ajax non sbagli quasi mai un colpo è facilmente rintracciabile nel fatto, che la squadra di Amsterdam, vende i propri calciatori nel momento in cui uno più giovane è pronto a sostituirli. Un sistema potremmo dire a falange politica, infatti secondo questo sistema, le prime file in battaglia retrocedono lasciando spazio a nuove file più fresche e pronte per combattere

LO STRANO CASO DI FRENKIE DE JONG

I grandi nomi più chiacchierati di quest’ultimo Ajax, che porta con se lo scalpo di un pareggio all’Allianz Arena in Champions contro il Bayern, sono sicuramente quelli del centrale de Light, del classe 97 Van de Beek e del talentuosissimo Frenkie de Jong. Un centrocampista tutto fare, una gemma di duttilità tattica e tecnica: difende ed attacca con la stessa intensità, dotato di un gran tiro e di una propension e ad inserirsi in proiezione offensiva fuori dal comune. È particolare la sua storia, rappresenta in pieno l’enorme bravura del settore tecnico giovanile olandese, proprio perché il centrocampista rappresenta oggi per i Lanceri una plusvalenza di 70 milioni di euro. De Jong infatti è stato comprato nel 2015 dal Willem II per la modica e simbolica cifra di un euro. Naturalmente il Willem, club originario, ha fatto sì che la futura rivendita comprendesse anche un indennizzo del 10% per le proprie casse. Un talento inestimabile valutato economicamente con la cifra di un solo euro, ad oggi potrebbe far sorridere Willem ed Ajax insieme con una cessione. Strategia vincente e lungimiranza acuta, forse in Italia si dovrebbe imparare ad attingere informazioni da questo modo di pensare la crescita calcistica di un intero movimento.

COME SAREBBE STATO L’AJAX SENZA  CESSIONI

Ne è passata acqua sotto i ponti, non potrebbe esserci detto popolare migliore per pensare a quanti giocatori di assoluto livello sono passati dai canali e dai ponti di Amsterdam negli anni. Se si volesse fare una formazione tipo sarebbe davvero difficile scegliere gli interpreti del cosiddetto calcio totale tanto caro a Cruyff. Per dar sfogo all’estro e alla qualità improvvisiamo un 3-5-2 con: Van der Sar tra i pali, Chivu, Maxwell e Blind a comporre il terzetto difensivo, Seedorf, Davids, Rijkaard, Sneijder ed Eriksen per un centrocampo tutto classe e fantasia con un attacco stellare sincronizzato sui grandi gesti tecnici di Van Basten ed Ibrahimovic. Una formazione puramente utilizzata a scopi didattici, per dimostrare come negli anni i Lanceri abbiano sfornato talenti di caratura internazionale tralasciando, dall’ipotetico undici, giocatori come Suarez, Kluivert, Bergkamp o Overmars. È chiaro che non sempre il settore dei balocchi abbia rispettato le attese come i “bidoni” di Babel o dei fratelli De Boer dimostrano. Forse uno su tutti è il caso di Jari Litmanen finlandese con la dieci sulle spalle, che ad Amsterdam porterà quattro campionati nazionali ed una Champions su tutto per poi perdersi Liga e Premier. Ajax: una storia quasi sempre vincente.

Fonte: l'autore Antonino Aloi

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