Ada Hegerberg ed il Pallone d’Oro femminile

La calciatrice norvegese vanta numeri strepitosi grazie allo straordinario fiuto del goal

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(65 articoli pubblicati)
FC Barcelona Women v Olympique Lyon Wome

Segnare 120 reti nelle ultime 95 partite e contribuire in modo significativo alla vittoria da parte della tua squadra delle ultime tre edizioni della Champions League senza chiamarsi Cristiano Ronaldo sta a significare che il calcio è un universo complesso e per questo così affascinante e significa pure che oltre CR7 e Messi c'è di più. 

Questo plusvalore calcistico fa rima con Ada Hegerberg, la fortissima calciatrice norvegese del Lione da poco vincitrice della prima edizione del Pallone d'Oro femminile.

L'attaccante nata a Molde nel 1995 vanta statistiche migliori perfino di quelle dei colleghi maschi senza però venir celebrata come meriterebbe.

I passi verso una parità di genere (anche nel mondo dello sport) sono stati molti e altrettanto significativi negli ultimi anni ma tanto resta ancora da fare.

Segnare e vincere così tanto (con il Lione Ada ha vinto anche 4 campionati e 3 coppe nazionali) a soli 23 anni è sintomo di talento cristallino e di classe da vendere.

Poi accade però che durante la serata di consegna di un premio importante come il Pallone d'Oro ti chiedano se tu sappia "twerkare"? E su questa domanda accade che in un certo senso i progressi compiuti compiano un capitombolo verso il passato. Il Twerking come molti sapranno non è un semplice stile con cui ballare ma un modo spesso stereotipato di concepire la sensualità ad ampio uso e consumo maschile. La risposta negativa con tono secco e deciso con cui la campionessa norvegese ha risposto al proprio interlocutore (il dj Martin Solveig) ha ricordato a tutti (se ancora ce ne fosse bisogno) di quanto la forza femminile sappia essere elegante e determinata allo stesso tempo.

Non si vuole tacciare la domanda né chi la posta di maschilismo ma appare chiaro che a Modric (vincitore del Pallone d'Oro maschile) una domanda del genere non è stata posta e nessuno avrebbe mai pensato di farlo.

Un incidente di percorso (più o meno volontario) può capitare ma una realtà a forti tinte maschili come il calcio dovrebbe interrogarsi sullo stato delle cose e chiedersi inoltre a che punto sia il percorso di sviluppo dell'intero movimento.

La scia delle polemiche non deve però distrarre dalla centralità dell'argomento e cioè che i numeri sul campo di Ada Hegerberg sono strepitosi e che la distanza con una leggenda quale Mia Hamm non sembra così incolmabile vista anche l'età a favore della giocatrice del Lione.

La speranza è quindi che in futuro anche la lista dei FIFA 100 (che contiene i più grandi calciatori viventi al momento della stesura) possa contenere più nomi femminili rispetto ai soli due dell'attuale lista. Ma c'è anche un altro augurio che il sottoscritto porta in cuore e cioè che in un futuro molto prossimo anche i maschietti possano scegliere di iniziare a giocare a calcio perché ispirati dalle gesta di Ada Hegerberg e delle sue colleghe e non solo dalle azioni di Messi e CR7.

VfL Wolfsburg v Olympique Lyonnais - UE
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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