9 luglio 2006: dodici anni fa il nostro trionfo mondiale

Sembra ieri, ma invece sono già passati dodici anni da quando la nazionale di Marcello Lippi si issò sul tetto del Mondo.

di Jacopo Sansuini
Jacopo Sansuini
(17 articoli pubblicati)
Capitan Cannavaro alza la Coppa al cielo

Il cielo è azzurro sopra Berlino. Dodici anni fa lo era davvero. Ora però il colore azzurro, che contraddistingue la nostra nazionale di calcio è più che mai sbiadito, anzi, scomparso dai radar del calcio mondiale. Ma basta piangersi addosso, lo abbiamo fatto anche troppo in questi mesi. Proviamo almeno per un giorno a non guardare il presente, ma volgere lo sguardo al passato. Proviamoci insieme. 

Era il 9 luglio 2006, ancora inebriati dalla "sbornia calcistica" scaturita dal successo contro la Germania padrona di casa, scendiamo in campo contro i "cugini" francesi per giocarci il titolo mondiale. Per noi si tratta della sesta finale in una Coppa del Mondo, considerando i successi nel 1934, 1938, 1982 e le sconfitte del 1970 e 1994 entrambe contro il Brasile.

La prima fase del nostro mondiale, contraddistinta da malumori e scetticismo, ed influenzata in maniera pesante dal clima che "calciopoli" aveva suscitato in tutta l'opinione pubblica, ci vede superare il turno in maniera relativamente agevole. Con sette punti ci piazziamo non solo in vetta al girone, ma ci infiliamo anche in una parte del tabellone estremamente favorevole. Già perchè agli ottavi peschiamo l'Australia, nazionale non proprio di prima fascia. Noi però siamo italiani, e se non ci complichiamo la vita non siamo contenti. E così Materazzi si fa espellere alla mezz'ora del primo tempo (saprà farsi perdonare ampiamente nel corso del mondiale) e giochiamo per oltre un'ora in inferiorità numerica. A salvarci dai supplementari però il guizzo di Fabio Grosso che allo scadere si guadagna un calcio di rigore. Dal dischetto gli occhi, ma soprattutto il destro di Francesco Totti non tradiscono. Palla sotto l'incrocio. Si va ai quarti. 

Dove troviamo l'Ucraina, e ci va bene di nuovo. Questa volta però mettiamo subito le cose in chiaro e dominiamo la partita dal primo all'ultimo minuto. Apre le danze Zambrotta nel primo tempo. La doppietta di Toni nella ripresa fissa il risultato. Italia-Ucraina 3 a 0. E' semifinale. 

Ora però è tosta. Già perchè difronte abbiamo la Germania, padrona di casa. Si gioca a Dortumund, roccaforte tedesca, e ci vorrà una partita storica per scardinare la fortezza. L'Italia però gioca meglio, tiene bene il campo ed è più volte pericolosa. Passano i novanta minuti regolamentari. Si va ai supplementari. Ancora una volta Italia-Germania è una sfida epica. La sorte sembra non esserci favorevole quando prima Gilardino, poi Zambrotta sbattono sui legni della porta tedesca. Manca poco ormai. Ultima azione. Angolo di del Piero, respinto dalla difesa sui piedi di Pirlo, che stoppa e libera Grosso in area. Il terzino azzurro non ci pensa due volte e calcia a giro sul secondo palo. La parabola e magica e si insacca a fil di palo. Uno a zero. Stadio ammutolito, piazze di tutta Italia in estasi. Del Piero nel recupero ci regala la seconda bellissima esultanza. E'finale. 

Ad attenderci la Francia di Zidane, alla sua ultima partita da giocatore. Partiamo male e già al 7' siamo sotto. Fallo di Materazzi in area su Malouda. Dal dischetto un glaciale Zidane insacca. Sarebbe un colpo quasi da knock out ma non per questa Italia. Ci rimbocchiamo le maniche ed al minuto 19 ecco che arriva la zuccata di Materazzi che salta in cielo e... sulla testa di Vieira ed insacca. Uno a uno. La partita scorre tesa e con poche occasioni. Si va ai supplementari. Nel primo tempo una super parata di Buffon su Zidane ci tiene a galla. Qualche minuto più tardi il capitano francese finirà anzitempo sotto la doccia dopo la ormai celebre testate a Materazzi. Si va ai rigori. I nostri cinque coraggiosi sono Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso. Glaciali come iceberg fanno tutti centro. Tra i francesi invece il piede di Trezeguet trema quel tanto che basta per mandare la palla sulla traversa. E' il penalty di Grosso però che ci fa urlare. Campioni del Mondo. Quattro volte Campioni del Mondo.  

Ecco, proviamoci. Chiudiamo gli occhi e sussurriamolo. Il cielo è azzurro sopra Berlino...

Grosso realizza il quinto rigore Italia
Fonte: l'autore Jacopo Sansuini

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