42 d.T.: la congiura di Roma diventa bestemmia

Totti è il primo figlio della Capitale. Ne è diventato il dio pagano: l'idolo e l'invidia di chi non lo ha . Un divorzio dal sapore di blasfemia

di Niccolò Severini
Niccolò Severini
(13 articoli pubblicati)
AS Roma v Genoa CFC - Serie A

La città eterna. Quello che succede a Roma, per la sua stessa natura di immortale, è destinato a riecheggiare nell'eternità. La lupa ha avuto tanti figli nella sua storia, li ha amati e coccolati, qualcuno l'ha sedotto e poi abbandonato, ma è stata amata incondizionatamente da tutti. Non solo, qualcuno ha osato ha avuto l'ardire di provare a farla sua. Il dramma è stato riuscirci, perché si sa, il potere logora chi non lo ha. Il 27 settembre 1976 è il Natale pagano della capitale giallorossa. Da quel giorno, Francesco Totti da Porta Metronia ha sconfitto Giulio Cesare al potere, si è preso tutti meglio di Augusto e ha ottenuto più proseliti del Papa. 

Il potere, dunque, la congiura, quindi, naturale conseguenza di chi è ossessionato da un privilegio che non può ottenere. Quando "aoh" era un solenne "ave" latino, i cospiranti pretesero la testa del figlio che aveva ottenuto la predilezione di mamma Roma. Questa volta la pugnalata è americana. Al Bruto bostoniano non ne sono servite 23, ma una secca dritta al cuore. Da lì l'emorragia: inarrestabile. Cesare è stato il politico più fine dell'antichità romana, Totti si è arrogato il diritto di elevarsi a divinità, riconosciuto dal Romanismo e sconfinato nella laicità giallorossa. Pallotta è stato il mandante, Spalletti il primo a bestemmiare. Totti cacciato dal tempio, costretto a mettere a nudo le sue paure quel 28 maggio 2017 che è diventato l'eterno riposo del mondo calcistico, per la naturalezza della passione e ha segnato l'arrivo del primo cavaliere apocalittico

L'Apocalisse

L'americano Pallotta è diventato autore della Bibbia del popolo giallorosso, suo malgrado e ha riassunto in unico testo Vecchio e Nuovo Testamento. Ha invocato i quattro cavalieri dell'Apocalisse, che comincerà oggi con l'ufficialità della caduta di Dio Francesco. La congiura pagana è stata pianificata con maniacale cura nel meschino silenzio di Trigoria ancora chiusa per lutto. Il secondo è arrivato a stretto giro da quel maggio. Nell'estate di due anni fa è cominciato l'esodo forzato ordinato da Pallotta travestito da Merenpath, il faraone egizio che costrinse al deserto Mosè. Il primo a cadere fu Salah, poi toccò ad Alisson, Nainggolan e Strootman e adesso sono sulla graticola tutti gli altri rav (maestro, ndr) giallorossi: la via d'uscita è già stata indicata a Manolas, Dzeko e Kolarov. 

Un marchingegno di distruzione del credo giallorosso fatto passare sotto traccia dal rumore degli zoccoli del terzo cavaliere. 26 maggio scorso, stesso luogo e stesse scene con la simbologia del numero due. Due giorni di differenza con il 28, due gli anni di distanza e il numero due del credo giallorosso. Anche De Rossi è stato scortato fuori dalle porte del paradiso. Come Francesco prima di lui, Daniele non ha avuto possibilità di replica, qualcuno ha deciso per lui. Nuovo attentato a quel cuore giallorosso già sanguinate e debole.

Perdona loro perché non sanno quello che fanno

Per completare la narrazione biblica, i 28 gradi di questa giornata romana dovrebbero lasciare posto a un cielo grigio, immagine perfetta della tonalità imposta al cuore del romanista. Anche la data non è casuale, il 17 giugno di 18 anni Totti diventava Dio della sua Chiesa riportando il tricolore alla Roma, oggi la bestemmia definitiva che compie la blasfemia. 

Alle 14 il Salone d'Onore del Coni sarà il Golgota del Romanismo. Dio Francesco, privato dei suoi vestiti, sarà nudo e parlerà ai suoi fedeli con quel cuore sanguinante in mano. L'operazione blasfema sarà compiuta e Pallotta avrà deromanizzato completamente la Roma. La sua vittoria sarà la sconfitta di tutti. La sconfitta di chi ancora lega indissolubilmente il calcio alla passione, che ne è il suo motore naturale. L'azienda prevale sugli uomini, il capitalismo fagociterà il mondo di cui doveva essere contorno e non essenza. Oggi perdiamo tutti: Totti, Roma e noi, proseliti imprescindibili della religione chiamata calcio, perché non esiste chiesa senza fedeli.

Fonte: l'autore Niccolò Severini

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4 COMMENTI

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  1. duilio.ravaiol_9764015 - 2 mesi

    sempre la stessa risposta……quando sarà moderato…….ma fatela finita!!!

  2. duilio.ravaiol_9764015 - 2 mesi

    La roma di questo schif..oso yenkee è paragonabile alla Roma di Marchini quindi si sbrigasse a cederla tanto lo stadio non lo potrà fare mai!!!(Grazie Raggi!!!!)

  3. Shayan - 2 mesi

    Le proprietà americana sarà la rovina della Roma

    1. duilio.ravaiol_9764015 - 2 mesi

      esatto!!!

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