4-3-3 e i sogni dell’Adriatico

4-3-3 un modulo che da piu di trent'anni ammaglia l'Adriatico ….. PARTE 2

di Giorgio Bernabei
Giorgio Bernabei
(17 articoli pubblicati)
Giovanni Galeone

Era un inizio luglio del 1986 , la Pescara calcistica era delusa e arrabbiata per la stagione appena conclusasi con una mesta retrocessione e il conseguente ripescaggio in lega cadetta a discapito di un fallito Palermo. Quando una nota emittente locale annunciò l'ingaggio da parte della società biancazzurra dell'allenatore Giovanni Galeone. Nelle strade, nelle piazze e nei bar del capoluogo adriatico il commento dei tifosi fu unanime: " ma mò chi è su Galeone" (traduzione: ma ora chi è questo Galeone).Il tecnico napoletano veniva da due discreti anni nella serie minore con la Spal e fu scelto perché era quello più economico sul mercato. Al ritiro di Amandola una piccola cittadina marchigiana, si presentarono tredici ragazzotti, che in partenza avrebbero dovuto affrontare la serie C ed invece si ritrovarono catapultati in cadetteria,pronti a sostituire quella X sul calendario dovuta appunto alla mancata iscrizione della compagine siciliana. I big dell' anno precedente per questione di bilancio furono tutti ceduti, altri invece per i noti motivi di calcio scommesse non furono confermati. Rimanevano solo sei elementi,alcuni giovani della primavera e qualche acquisto sconosciuto fatto a prezzo di saldo.L'armata Brancaleone fatta di pane e sangue era pronta. Alla prima di campionato in casa contro il Cesena si schierò il primo 4-3-3 in riva all'Adriatico davanti a pochi spettatori scettici. La zona galeoniana, parola sconosciuta a tutti gli sportivi pescaresi, si presentava con Gatta in porta,un ragazzino che l'anno prima faceva panchina in primavera e disposto ad accettare l' Interregionale affinché giocasse, invece salì su quel treno che nella vita passa una volta sola. Davanti a lui la difesa alta a quattro era composta da Ciarlantini e Bergodi due centrali dotati fisicamente con spiccate doti agonistiche e notevoli abilità nel gioco aereo, con compiti difensivi e buone capacità d'impostazione di gioco. Ai loro lati i terzini erano Benini e Camplone, il primo reduce dalla precedente disastrosa stagione, il secondo pescarese puro pescato dalla primavera. I due oltre a difendere la loro zona di competenza, con velocità e rapidità riuscivano a dare ampiezza alla manovra fungendo da sostegno ed appoggio alle punte laterali. Il centrocampo era formato ai lati da Gasperini e Loseto capaci di inserirsi, abili negli assist, nei tiri e di un notevole pressing asfissiante durante le fasi di non possesso palla e Bosco al centro rappresentava il punto di riferimento del gioco grazie a intelligenza tattica e visione del campo. La linea dei tre davanti era occupata da  Berlinghieri ala possente con dribbling d'assalto che sui campi bagnati non temeva nessuno e Pagano a destra, sopranominato "Rocco Volante" per la sua  impressionante velocità che atterrava gli avversari. Insomma in quel periodo le fasce venivano arate e se mettevi la palla al centro c'era Rebonato. Bomber prima dimenticato e poi rinato che con i sui 21 goal conquistò la vetta della classifica cannonieri. Va ricordato anche Gaudenzi ala sinistra idolo dei tifosi di casa per la grinta messa ogni volta che veniva chiamato in causa. Si parti con il Cesena appunto e si fini il 21 giugno all'Adriatico con il Parma in un festoso ritorno in serie A. Fu una stagione magica che coinvolse tutto il territorio pescarese,i quattro gatti contro i romagnoli divennero ventimila nel match con gli emiliani,con un entusiasmo che cresceva di domenica in domenica.Gli stadi avversari venivano riempiti da pescaresi quando arrivava quella che all'inizio era considerata solo un'armata Brancaleone,i giornali cominciarono a parlare del nuovo miracolo in riva all’Adriatico e Galeone nel frattempo era diventato il " Profeta" . La stagione 1986-1987 non fu una semplice annata calcistica per Pescara, quella formazione: Gatta Benini Camplone Bosco Ciarlantini Bergodi Pagano Loseto Rebonato Gasperini Berlinghieri, viene ancora ripetuta oggi come un mantra dal tifoso pescarese.Quella è stata una FAVOLA.

Fonte: l'autore Giorgio Bernabei

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