11 luglio 1982: trentasei anni fa la nostra vittoria

Al Santiago Bernabeu di Madrid nella finale contro la Germania Ovest, l'Italia di Bearzot diventava Campione del Mondo per la terza volta.

di Jacopo Sansuini
Jacopo Sansuini
(28 articoli pubblicati)
La nostra nazionale al Mundial di Spagna

Dei quattro trionfi iridati è forse il più avvincente e travolgente della nostra storia, anche perchè arrivato nello scetticismo più profondo nei confronti di una nazionale che alla vigilia della partenza in Spagna era derisa e sbeffeggiata dalla quasi totalità della stampa. E' le ragioni per essere scettici erano più che legittime. Nei due anni antecedenti al "Mundial" spagnolo infatti, il calcio italiano aveva dovuto fare i conti con le scommesse clandestine e le partite truccate, negli europei da noi ospitati nel 1980 avevamo deluso le aspettative ed i risultati negativi sul campo continuarono anche dopo. Tra il 3 gennaio de 1981 ed il 28 maggio 1982, la nostra nazionale colleziona solo due vittorie di misura contro Bulgaria e Lussemburgo, cinque pareggi ed altrettante sconfitte. 

Arriviamo dunque al mondiale spagnolo rappresentati da una nazionale criticata sia per il gioco, che per le scelte del tecnico Bearzot il quale tra lo stupore generale lasca in Italia il capocannoniere del campionato appena concluso Roberto Pruzzo ed il fantasista Beccalossi. Come prevedibile iniziamo il mondiale a marce basse. Tre pareggi nella prima fase non sono un bottino di cui andare fieri, ma passiamo ugualmente per la differenza reti (un solo gol in più del Camerun). Nella seconda fese però peschiamo Brasile ed Argentina e per passare alle semifinali ci servono due vittorie. La prima arriva per due a uno contro l'Argentina, ed è di fatto la partita che cambia il nostro "mundial". Bearzot si inventa una marcatura a uomo di Gentile su Maradona che ha fatto storia e che di fatto limita ad una partita di ordinaria amministrazione il fuoriclasse dell'albiceleste. Per noi segnano Tardelli e Cabrini, Passarella accorcia, ma non basta. Passiamo noi. 

Contro il Brasile altro match senza alternative. Ai verdeoro basta un pareggio per staccare il pass per la semifinale, noi o vinciamo o siamo fuori. La partita è epica ed entra di diritto nella storia del nostro calcio. Andiamo due volte in vantaggio con Rossi (redivivo) ma veniamo ripresi prima da Socrates poi da Falcao. E' ancora Rossi però alla mezz'ora della ripresa che firma la sua tripletta personale e ci porta in semifinale. Beh ora il clima è cambiato. Lo scetticismo ed il malumore si sono trasformati in entusiasmo e fiducia. 

In semifinale ci attende la Polonia del fuoriclasse Boniek. L'Italia però ha messo le ali e non ci pensa affatto a tornare sulla terra. Altra prestazione "monstre" di Pablito Rossi che segna altri due gol e ci spalanca i cancelli del Santiago Bernabeu. Siamo in finale, ed all'ultimo atto di questa cavalcata travolgete non ci potevano essere che loro. La Germania Ovest. Nostra eterna rivale calcistica, con la quale già nel 1970 avevamo battagliato ed infine gioito per l'ormai storico successo quattro a tre nella semifinale del mondiale messicano.  Ora però la posta in palio è ancora più alta. Chi delle due vince, alzerà al cielo di Madrid la sua terza Coppa del Mondo. 

Il primo tempo finisce zero a zero, con Cabrini che calcia malamente a lato un calcio di rigore. Questa Italia però ha combattuto e lottato troppo per abbattersi alla prima difficoltà. Così i ragazzi di Bearzot nella ripresa entrano in campo più convinti e decisi che mai nel portare in Italia quella coppa che manca dal lontano 1938. Il gol azzurro è nell'aria, ed a sbloccare la finale ci pensa ancora lui, Pablito. Il raddoppio attorno al ventesimo lo firma Tardelli. Tracciante fulmineo dal limite dell'area, la corsa, gli occhi pieni di orgoglio e l'urlo liberatorio sono il simbolo di questo mondiale. Ad Altobelli l'onore ed il piacere di infilare per la terza volta Schumacher, con i tedeschi che sul finale accorciano con Breitner il risultato. Ma non c'è più tempo. Al triplice fischio del brasiliano Coelho esplode la gioia azzurra. In Italia le piazze di tutte le città prendono vita e si colorano a festa, mentre al Bernabeu il nostro capitano Dino Zoff alza al cielo la nostra terza Coppa del Mondo.

Zoff Causio Bearzot ed il Presidente Per
Fonte: l'autore Jacopo Sansuini

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.