Una stagione di Nba piena di saluti e di tributi

Ultima regular season per Wade e Nowitzki, ritiro delle maglie per Bosh e Ginobili: momenti di gloria per campioni che hanno vissuto una carriera da sogni

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
ginobili schiaccia su bosh

Raggiungere la National Basket Association è il punto più in alto nella carriera di un giocatore di pallacanestro, ma diventare leggenda in una lega così rinomata e competitiva è roba per pochi eletti. I campioni che si sono alternati sui parquet d'America sono stati tanti, e a distanza di anni si ricordano le gesta e le grandiosi performance di campioni come ad esempio Micheal Jordan, Kobe Bryant, giusto per citarne alcuni. Uomini che hanno saputo trionfare dopo Finals epiche, capaci di portare le proprie squadre a vincere l'anello, accaparrandosi titoli MVP a più non posso.

Ma se c'è una cosa che questo sport ha sempre celebrato è la riconoscenza: in occasione dell'uscita di scena di giocatori che hanno fatto la storia della pallacanestro americana come i sopra citati, vi è sempre stata un'ovazione, un tributo o per meglio dire una serie di tributi, un riconoscimento di quello che è stato il valore sia in campo sia fuori dal campo. Questa è stata la settimana in cui i Miami Heat e i San Antonio Spurs hanno concesso la passerella finale a Chris Bosh e a Manu Ginobili, ritirando rispettivamente le maglie 1 e 20, che hanno accompagnato le carriere dei due ex cestisti. Ruoli diversi, nazionalità diverse ma più cose in comune come infortuni e anelli vinti.

Chris Bosh ha legato il suo nome alla franchigia floridiana insieme a quello di Lebron James e Dwayne Wade (tutti e tre pescati al Draft 2003), insieme ai quali ottenne quattro Finals consecutive con un bilancio a metà, due vinte e due perse. I Miami Heat dei Big Three li chiamavano: una squadra temibile e che non moriva mai, capace di trionfare nel 2012 contro gli Oklahoma City Thunder di Durant e Westbrook e nel 2013 proprio con la squadra texana di Popovich, guidata dal trio Duncan-Parker-Ginobili, una serie che vide il punto più in alto del gigante statunitense sul finale di gara 6:  rimbalzo offensivo sul tiro sbagliato da LeBron James a 8,7 secondi dalla fine, pallone scaricato a Ray Allen che mette la tripla del 95 pari a 5,2 secondi dalla fine, portando la squadra all'overtime, evitando la sconfitta in finale. All'overtime Bosh effettua due stoppate, prima su Tony Parker a 33 secondi dalla fine sul risultato di 101-100 a favore dei Miami Heat, l'altra a 1,9 secondi dalla fine su Danny Green, mantenendo il risultato sul 103-100 per gli Heat, portando la serie sul 3-3.

“Nel 2015 non avrei mai pensato di vivere ora questo momento. Ma impari che può cambiare tutto velocemente. Sono comunque grato per quel che ho ottenuto. Mio padre mi portava a scuola la mattina e veniva a riprendermi la sera tardi, dopo lunghi allenamenti. E ora il nome di mio padre e dei miei figli sarà custodito in questa Arena per sempre. Ci saranno conversazioni con gli Heat. Se vogliono parlare, sanno dove trovarmi”. Bosh dixit.

Su Ginobili penso che basti riportare le parole di uno dei suoi mentori, Ettore Messina:"È stato omaggiato e ringraziato il campione Manu Ginobili, ma soprattutto è stato reso omaggio alla persona. E io ho provato tanto orgoglio per aver fatto parte — una piccola parte — della sua vita sportiva. E felicità per lui, vedendo come era genuinamente sereno e commosso. La gente aveva bisogno di Manu. Erano tutti tristi e felici insieme. Contenti per le emozioni che Manu è riuscito a trasmettere loro, ma tristi perché, mentre lui ha tutta la vita davanti, per tutti noi è un pezzo di vita che se ne va."

La numero 20 dell'argentino che se ne va, per sempre. 2003,2005, 2007, 2014: gli anni d'oro che hanno consegnato alla storia gli Spurs, con Ginobili e Popovich che nemmeno si trovavano bene all'inizio. La stagione 19/20 è invece l'ultima per Wade, la "One Last Dance", che probabilmente si chiuderà con un'ultima partecipazione ai playoff per un veterano della lega capace di sorprendere come se fosse l'ultimo arrivato. Tripla finale ai Warriors giocata della stagione. Playoff che non farà Dirk Nowitzki, 21 anni di carriera con i Dallas e sesto marcatore All Time Nba.

one last dance per wade e nowitzki
Fonte: l'autore Dario D'antoni

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