NBA, Collin Sexton: la scommessa dei Cavs

Dopo lo sweep rimediato nelle ultime Finals, per ripartire Cleveland ha deciso di puntare sul talento di Collin Sexton, point guard proveniente da Alabama

di Andrea Petricca
Andrea Petricca
(54 articoli pubblicati)
Collin Sexton

La permanenza di LeBron James a Cleveland è tutt’altro che certa, così la dirigenza dei Cavs nel tentativo di convincere con ogni mezzo possibile il numero 23 a restare, ha deciso di puntare nel corso del Draft 2018 sulle qualità di Collin Sexton, chiamato all’ottava scelta assoluta e definito (in maniera un po’ azzardata) un mix tra John Wall, Eric Bledsoe e Russell Westbrook. 

A parte i paragoni ad oggi poco probabili, questa volta si spera che, a differenza di quanto accadde ad Andrew Wiggins nel 2014 che dopo essere stato scelto venne poi ceduto ai T-Wolves in cambio di Kevin Love, i Cleveland Cavaliers non commettano lo stesso errore, facendo di Sexton una pedina chiave per il futuro della franchigia.

Uscito da Alabama University, Sexton ha dimostrato di essere una delle migliori point guard nel panorama NCAA, capace di essere decisivo sia nella metà campo offensiva che difensiva. Nonostante il suo cammino al titolo NCAA si sia interrotto al secondo turno dell’East Regional contro i futuri campioni Villanova Wildcats, Sexton è stato in grado di mettersi sempre in luce, mostrando capacità fisiche eccezionali in transizione e non solo: il suo atletismo gli consente di attaccare facilmente dal palleggio anche le difese schierate, bruciando sul primo passo il difensore.

Per non parlare poi di un carattere tutt’altro che timido, che lo spinge a cercare spesso la schiacciata per imporsi a livello psicologico sugli avversari. Sexton è dotato di una personalità che gli permette di prendere responsabilità pesanti come se fosse un veterano. Non è una sorpresa quindi se per la prima esperienza nella massima lega americana ha deciso di indossare la canotta numero 2, quella vestita appena un anno fa da un All-Star del calibro di Kyrie Irving.

A questo punto sarebbe lecito domandarsi: ma Collin Sexton poteva essere quel tipo di giocatore utile al fianco di The King nelle Finals perse contro gli Warriors? Forse sì, visto che in casa Cavs i vari Dwyane Wade, George Hill, Jose Calderon, Isaiah Thomas e Derrick Rose, chi per un motivo chi per un altro, non hanno saputo lasciare un buon ricordo, anzi. Sexton ha tutte le intenzioni di non entrare a far parte di questo club, ma di essere pronto a dare fin da subito un contributo alla causa dei Cavs.

Anche perché anche lui stesso ha assistito a gara-4, quella che ha consegnato il titolo a Curry e compagni: “L’energia sprigionata dalla gente a bordocampo è stata formidabile, ero seduto e ogni volta che i Cavs riuscivano a segnare tutto iniziava a tremare attorno a me. I tifosi urlavano e incitavano la squadra di continuo, voglio farmi trovare pronto non appena verrà chiamato il mio nome”.

Fonte: l'autore Andrea Petricca

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