Leonard-DeRozan è davvero una win-win trade?

Lo scambio più chiacchierato dell'estate NBA è finalmente realtà: Kawhi Leonard lascia gli Spurs e vola a Toronto, percorso inverso per DeMar DeRozan

di Giuseppe Lo porto
Giuseppe Lo porto
(18 articoli pubblicati)
DeRozan-Leonard

Dopo più di un anno da quel 14 maggio 2017 che aveva visto l'ultima vera apparizione di Kawhi Leonard in maglia Spurs, è arrivato il tanto atteso divorzio. Da quel giorno sono iniziati vari malumori da parte dell'ormai ex asso di San Antonio. Nella scorsa stagione Leonard ha totalizzato solo poche presenze, mascherando il tutto con un misterioso infortunio. La situazione era arrivata ai limiti del paradossale, con lo staff del giocatore che continuava a dichiararlo non pronto per giocare a differenza di quanto fatto trapelare dai medici Spurs. A questo si sono unite le voci che lo vedevano sempre più vicino ad un approdo ai Lakers. Gregg Popovich, per non perderlo a zero nella prossima free agency, ha iniziato ad esaminare varie offerte. Celtics, 76ers e proprio i Lakers sono state le franchigie maggiormente interessate, ma nessuna è riuscita ad accontentare le richieste dei texani. 

Alla fine la proposta vincente è arrivata da quei Raptors vogliosi di dare una svolta al proprio progetto. Leonard e Danny Green si trasferiscono così in Canada, mentre Polt, una scelta al primo giro e, sopratutto, DeMar DeRozan ripartiranno dall'Alamo. Molti considerano questa trade come una vittoria per entrambe le squadre. Gli Spurs ritrovano un nuovo volto franchigia, con un contratto duraturo, e dal quale potranno ripartire. I Raptors, avendo capito che la coppia DeRozan-Lowry non li avrebbe portati oltre le finali di conference, scelgono una strada alternativa. Bisogna anche ammettere che, per il momento, Leonard sembrerebbe ancora convinto di trasferirsi ad LA al termine della prossima stagione. Un rischio che i Raptors si sono comunque sentiti di correre. Toronto sarà l'unica squadra con la possibilità di offrirgli un contratto da 190 milioni di dollari (per i diritti acquisiti dagli Spurs che lo avevano scelto al draft).

Tutte le altre franchigie, Lakers compresi, potranno arrivare al massimo a 140. Oltre ai dubbi di Leonard bisogna riscontrare anche la grande delusione di DeRozan per essere stato scaricato, dopo nove anni, dalla squadra a cui aveva dato tutto. Appena due estati fa la guardia statunitense aveva scelto di legarsi alla franchigia canadese rinunciando a ben 16 milioni di dollari e alle avance californiane. Sicuramente la voglia di riscatto e la possibilità di lavorare con uno dei migliori allenatori della storia NBA possono far ben sperare i tifosi neroargento. In quel di Toronto invece, in un Est orfano di LeBron e con un Leonard in più, si sognano le Finals.

Fonte: l'autore Giuseppe Lo porto

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