Kobe e lo spicchio di vita che non capisco

Se ne va uno dei più grandi dello sport giocato con la palla a spicchi. Se ne va Kobe Bryant e noi il giorno dopo cerchiamo risposte che non esistono

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(88 articoli pubblicati)
Kobe Bryant

In tempo di social tutto è beffardo. Basta un attimo, una scritta, un tweet e la vita si ferma per un secondo.

E' morto Kobe Bryant.

Stiamo scherzando? Kobe il fenomeno? No, non può essere.

Uno schianto in elicottero ci porta via uno dei giocatori più leggendari che la Nba abbia mai regalato, uno che per determinazione e appeal si avvicina tantissimo a sua maestà MJ.

Io non ero suo tifoso. Non mi piaceva, non riuscivo ad amarlo perché, la sua determinazione e ferocia mi dava fastidio. Ma era rispetto, perché al Kobe giocatore non si può dir nulla, ma io son fermo al tifo per i Bulls e tutto quello che è passato dopo l'epopea del 1998 l'ho guardato con distacco.

Però è da ieri che mi chiedo che percorso faccia la vita. Un padre sta accompagnando la figlia tredicenne agli allenamenti, prendere un elicottero o anche viaggiare in macchina da lì a poco stronca l'esistenza, così, in un attimo.

Le parole di Kobe ieri entrano con ferocia nella vita di tutti alla domanda che farai quando toglierai la maglia: "Accetterò il tempo, sarò in pace per il prossimo capitolo".

Non è giusto, come per Senna, per Simoncelli, come per quegli istanti che ti cancellano tutto, che ti fanno capire che nella vita siamo di passaggio ma che siamo troppo avidi per accettarlo.

Non ho usato a caso la parola palla a spicchi, perché Spikkio era anche il nickname di un giovane tifoso della Dinamo Sassari scomparso una settimana fa e che ieri, posso immaginarlo, nel ritrovare Kobe lassù a esultato.

Ma noi qua ci chiediamo ancora il perché.

Riposa in pace Kobe e scusa se non ti ho tifato.

I'm leaning on the everlasting arms

(Sono appoggiato alle braccia eterne)

If I can see it

(se posso vederlo)

Then I can do it

(allora posso farlo)

If I just believe it

(se solo ci credessi)

There's nothing to it

(non c'è niente da fare)

I believe I can fly

(Io credo di poter volare)

I believe I can touch the sky

(Credo di poter toccare il cielo)

I think about it every night and day

(Ci penso notte e giorno)

Spread my wings and fly away

(Spiego le mie ali e volo via)

Kobe e sua figlia Gianna
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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