È vittoria e miglior record per i Bucks, ma che partita!

Le prime tre squadre della Eastern Conference sembrano gli underdogs dei Warriors. Aspettando Toronto, questa notte c'è stata una possibile finale di Conference

di Andrea Macr
Andrea Macr
(11 articoli pubblicati)
Scontro tra titani

Finisce 128 a 122 la sfida tra la prima e la terza squadra della Eastern Conference, Milwaukee ottiene così il vantaggio del fattore campo in ogni eventuale serie di playoffs. Una partita molto energica e sentita, tanto che Bledsoe viene espulso dopo 2 minuti dall'inizio per un comportamento antisportivo verso Embiid e verrà ben sostituito da Hill (20 punti totali, 13 nel quarto periodo). Per Philadelphia invece si è fatta sentire la mancanza di Butler, che nei playoff sarà decisivo soprattutto in difesa visti i troppi contropiedi subiti (in fase offensiva invece Scott non lo ha fatto troppo rimpiangere).

Questa sfida è stata però lo scontro tra Embiid (34-13-13) ed Antetokounmpo (45-13-6, statistiche così, abbinate a 0 palle perse, erano state riscontrate l'ultima volta da un certo Michael Jordan). I due si erano stuzzicati a distanza poiché il Camerunense si era definito il giocatore più immarcabile dell'NBA e il Greco aveva risposto di lasciar giudicare gli altri. Il duello è avvenuto in una sorta di silenzio nervoso ed eloquenteentravano e uscivano quasi sempre contemporaneamente, Embiid cercava spesso l'isolamento contro Giannīs e appena uno realizzava una buona giocata in difesa l'altro cercava subito di rispondergli (5 stoppate del greco, 4 proprio sul più temuto avversario che ha portato a casa 3 stoppate e 2 rubate).

L'inizio della partita è stato un po' freddo, pochi canestri da entrambe le parti. Il 21 dei 76ers forzava spesso il tiro dalla lunga distanza dato che ad esso veniva invitato ma pian piano Philadelphia ha iniziato a prendere tiri più costruiti alternando "hand off" e pick and roll con la palla sempre in mano a Embiid. Da quest'uomo dipendono infatti molto i possessi offensivi della sua squadra, solo in sua assenza erano affidati a Simmons, giocatore dal quale si attende ormai da diverso tempo il salto di qualità che sarà dato dal miglioramento del tiro. Da questa sconfitta i 76ers hanno imparato che, in vista di un'eventuale sfida futura, bisogna giocare dei raddoppi difensivi e non si può lasciare Simmons a difendere in post basso su Antetokounmpo che è troppo più forte fisicamente.

Il gioco di Milwaukee ormai invece non ha più bisogno di spiegazioni e si sta man mano rodando. È impressionante come riescano quasi nella totalità dei possessi a prendere tiri ad alto ritmo, aumentando così la probabilità di prendere rimbalzi offensivi. I bucks sono inoltre passati a essere la miglior difesa mentre l'anno scorso erano al diciottesimo posto e ciò anche grazie all'apporto di Lopez che è importante in attacco e decisivo in difesa, soprattutto in questa partita ha usato molte delle sue energie su Embiid che poi veniva stoppato dal raddoppio di Antetokounmpo. Di lui infatti non si può non parlare; oltre a tutti i numeri sopracitati, fa effetto sapere dei 21 tiri liberi che ha tirato, a dimostrare lo strapotere fisico che vanta abbinato al controllo del proprio corpo, spaventoso pensando che non ha mai giocato in un college e gli mancano anni di esperienza che gli altri hanno fatto e che in lui è innata

Aspettando Toronto che quest'anno sembra avere l'esperienza che gli mancava prima, unita a una migliore panchina, saranno queste le squadre che possono contrastare l'egemonia di Golden State: quest'anno ad EST ne vedremo delle belle.

Figlio di Zeus
Fonte: l'autore Andrea Macr

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