E se Durant e Thompson lasciassero Golden State?

Quello 2018-19 potrebbe essere l'ultimo ballo dei due fenomeni in maglia Warriors

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(78 articoli pubblicati)
kd klay

Mentre Lebron perde nelle prime tre uscite come non gli accadeva dal 2004 e il duo Paul-Rondo fa a botte in mezzo al campo, i tifosi di Golden State hanno un pensiero nella mente da inizio stagione: cosa succede se Durant e Thompson ci abbandonano per andare a vincere altrove? Al momento sembra un'ipotesi al quanto remota visto che GSW è la principale candidata all'anello ma il discorso cambia se, quasi come un guastafeste, entra in gioco il discorso stipendi. Già quest'anno KD ha fatto uno sconto per garantire l'integrità del gruppo. Siamo sicuri che sia disposto a farlo di nuovo?

Klay sulle orme del padre?

Mychal Thompson ha giocato nei Lakers dello "Showtime" durante gli anni '80, epoca in cui guidati da Magic Johnson i gialloviola hanno fatto incetta di titoli sfidandosi con Boston. Nonostante il ruolo marginale, Thompson Sr ha comunque messo in bacheca due anelli, uno in meno di quella star che è il figlio. Se proprio decidesse di andarsene, l'altro Splash Brother potrebbe scegliere come meta proprio Los Angeles, dove tra l'altro è nato e cresciuto. L'11 di Golden State ha già confidato a chi gli attorno che l'estate prossima è deciso a non scendere a compromessi con il suo attuale team: se gli offrono ciò che gli spetta e ben contento di restare, altrimenti si va in cerca di altre destinazioni. Vedendo queste prime uscite dei Lakers, un tiratore dall'arco fenomenale come Klay è quello che serve a Lebron e compagni, che nelle prime tre partite non sono andati oltre il 36% da tre. L'apporto difensivo, ampiamente mostrato durante le ultime Finals, potrebbe essere un altra chiave importante per un possibile passaggio di Thompson dalla Baia alle luci di Hollywood. Un cambio di scenario che potrebbe non riguardare solo lui, ma anche un suo compagno con il #35.

KD: Grande Mela o Hollywood?

Sostengono molti, esperti e non, che Durant dopo essere stato solo in squadre con almeno una stella nel roster, ad OKC ad esempio c'era Westbrook, per consacrarsi definitivamente come mostro del basket debba andare in una squadra in cui lui è il leader tecnico ed emotivo indiscusso. Nel caso riuscisse a portare al titolo la suddetta franchigia, ecco che KD riuscirebbe a scrollarsi di dosso una delle etichette che si porta appresso da più tempo, vale a dire quella di non essere caratterialmente adatto ad essere il frontman di un team. Effettivamente il #35 di Golden State non è mai sembrato essere l'uomo che fa i discorsi pre-partita, quello che carica i compagni durante i timeout, ecc. Le spaziali qualità cestistiche non si discutono, quelle sulla leadership magari. L'unica squadra che veramente potrebbe garantirgli questo atteso salto di qualità è New York, che ha le caratteristiche adatte per prendere Durant come timoniere. Una franchigia che è arrivata negli ultimi tre anni rispettivamente 11º, 12º e 13º, che ha perso Carmelo Anthony,  ma che grazie ad un tanking neanche troppo pesante ha attualmente in roster giovani di grandi prospettive come Ntilikina e Knox, un veterano come Kanter (che peraltro con KD ha giocato) e una stella già annunciata come Kristap Porzingis. Durant arriverebbe quindi nella Grande Mela a fare la guida di una squadra giovane e piena di speranze, che però non può solo fare affidamento su un talento sconfinato ma ancora giovane come quello del fenomeno lettone Porzingis. KD darebbe quell'esperienza necessaria a vincere qualche partita in più, e riuscirebbe anche a togliere pressioni ai più giovani, che non sempre sono in grado di gestire perfettamente l'ansia nei momenti topici. 

L'altra opzione, quella più improbabile ma più suggestiva, sarebbe vedere Durant sbarcare a LA per vederlo giocare al fianco di un altro genio del gioco come Lebron. Un'ipotesi al quanto remota, che se però si realizzasse sarebbe quella goccia capace di far traboccare gli equilibri di una lega che di bilanciato pare avere poco. Sarebbe come se Messi e Ronaldo giocassero assieme. Il solo pensiero fa venire i brividi dall'emozione. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

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