Ciao Franco, il triste saluto ad un maestro del microfono

Dopo Gianni Mura la primavera ci porta via Franco Lauro, icona del basket raccontato degli anni 90.

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(121 articoli pubblicati)
Franco Lauro

Tripla!!! 

Chi non ha sognato sotto la sua voce, quella di Franco Lauro, quando la Rai gli affidava i secondi tempi delle partite di basket e gli anni 90 erano un incredibile fucina di talenti.

Uno su tutti nella mente di quei tifosi è stato Predrag Danilovic e quel tiro da 4 (3 + fallo) fece diventare roca la voce di Franco Lauro che, pochi istanti dopo, riprendeva la sua proverbiale calma per spiegare l'accaduto.

Lauro se n'è andato ad appena 58 anni, un infarto ha portato via a noi appassionati di sport una voce che portava alla calma, che iniziava una telecronaca con un "Amici ed amiche all'ascolto", che ci ha fatto saltare di gioia per l'oro agli europei di basket del 1999, che è stato un pezzo di vita in chi si appassionava allo sport della palla a spicchi.

Ma dire che Franco Lauro è solo basket è ingiusto e riduttivo. Certo, l'amore per la palla al cesto arriva prima di ogni cosa, lui speaker del Banco di Roma di Valerio Bianchini, poi approdo in Rai nel 1984, dove commenta 3 mondiali e 12 eurobasket, 8 Olimpiadi estive, 1 invernale a Torino e 6 mondiali di calcio.

Inizialmente spalla di un altro guru del basket raccontato, Gianni Decleva, sistemava con eleganza e semplicità il duo che aveva personalità diverse e che poteva anche avere scontri per visioni di gioco differenti. La pallacanestro però è ambiente che unisce e quando per una partita condividi viaggi, gara e post ci si avvicina sempre di più e si sopporta qualsiasi differenza di opinione.

Ad Atlanta 96, nei giorni di un attentato, la Rai chiede a Franco Lauro l'impossibile e lui va in onda per dieci ore di fila, quasi 30 nell'arco di 2 giorni, sempre mantenendo lucidità e dando prova di gran resistenza.

D'altronde, l'amore per il mestiere è trascinante e Lauro non ha mai alzato la voce per essere ammirato e strada ne ha fatto tanta, iniziando da Radio Incontro, collaborando poi per il Corriere dello Sport e arrivando a condurre il meglio della Rai sportiva, da La Domenica Sportiva a Domenica Sprint e infine 90° Minuto.

Nella tv di stato veniva ammirato sopratutto per come arrivava in sede, con un malloppo di almeno 10/12 quotidiani sottobraccio che puntualmente leggeva tutti e si presentava col solito, perfetto, nodo alla cravatta.

Un infarto ed è la sirena finale, nonostante i dolori al petto dei giorni precedenti e le rassicurazioni mediche che non parevano il segno di una fine troppo vicina e anche troppo ingiusta, senza titoli di coda, senza saluti. 

Quel saluto iniziale e quello finale anche ai telespettatori che lo ascoltavano e ne facevano uno di casa, per la pacatezza con cui raccontava lo sport, anche per i non appassionati e sopratutto per quelli che esultavano a quella parola magica: "Triplaaaaaa!!!".

Ciao Franco Lauro e grazie per l'esempio che ci hai insegnato.

Franco Lauro
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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