Caro LeBron, a L.A. esisteva già il Re ed era Gretzky

La trade che porta LeBron James ai Lakers riporta alla mente lo scambio che stupì l'hockey e il Canada: Gretzky ai Los Angeles Kings

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(32 articoli pubblicati)
Magic Johnson dà il benvenuto a Gretzky

Una trade che porta il più forte giocatore a Los Angeles. La mente che ritorna a quell'incredibile 9 agosto 1988, il giorno in cui si coniò nella Nhl la frase: "Se hanno ceduto lui possono cedere chiunque". Il lui in questione è niente meno che Wayne Gretzky, il più grande giocatore di hockey che improvvisamente ammutolì l'intera Canada.

Lebron non ha stupito nella stessa maniera, ma il rapporto tra sé e la città di Cleveland è simile a quello di Gretzky con Edmonton, la città a cui regalò 4 Stanley Cup e una marea di record inavvicinabili (tra cui 212 punti nel 1981-82, con 92 gol segnati e 215 punti nel 1985-86). Gli Oilers dell'epoca furono una macchina da gol capace di riscrivere molti record di squadra, ma due ore dopo la coppa vinta nel 1988 ecco il botto: "Gretzky va via!".

Nessun tifoso degli Oilers in quel momento sa che Gretzky ha siglato il suo ultimo punto in Canada, il numero 1.669 in appena 696 partite con Edmonton. Wayne è in luna di miele con la moglie, l'attrice Janet Jones, quando riceve una telefonata dal proprietario dei Los Angeles Kings, McNall. Titubante all'inizio per non voler lasciare il suo Canada si vocifera che la neo signora Gretzky all'idea della California spinge sull'acceleratore.  Il fenomenale numero 99 chiede che nella trattativa vengano inseriti anche i compagni McSorley e Krushelnyski e naturalmente niente di più facile è realizzato da Bruce McNall e si arriva al 9 agosto.  
In quella data, nel 1988 i tifosi di Edmonton sono senza parole: Gretzky va a Los Angeles. Lo scambio, conosciuto come "The Trade", porta a Edmonton 15 milioni di dollari più Carson e Gelinas oltre alle future scelte di Los Angeles nel 1989, 1991 e 1993.

Il clamore dell'acquisizione di Gretzky a Los Angeles fu tale che il partito democratico canadese si mosse per bloccarlo e il giornale Edmonton Sun ne riassunse lo spirito di quel giorno così: "99 Tears!", 99 lacrime, col trafiletto che indica in copertina: "Approfondimenti a pagina 2, 3, 4, 5, 6, 10, 11, 18, 19, 23, 30, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 46 e 47! In pratica l'intero giornale. L'impatto di Gretzky a L.A. fece nascere squadre in città dove l'hockey non era contemplato, tipo San Jose e Anaheim.

Quel che Lebron deve sapere però è che Gretzky (in lacrime lasciando Edmonton, super sorriso il giorno dopo in maglia Kings) dovette assistere al trionfo dei suoi ex Oilers nel 1989 spinti dalla rabbia di vincere anche senza il numero 99 e che mai riuscì a sollevare la Stanley Cup in California.

Gretzky
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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