Alla conquista dell’Est: è lotta aperta in NBA

Dopo anni di dittatura targata LeBron James, quattro squadre tornano a giocarsi l'accesso alle Finals

di Giuseppe Lo porto
Giuseppe Lo porto
(29 articoli pubblicati)
Boston Celtics v Philadelphia 76ers

“I top team ad Est ci stanno provando. Toronto ci sta provando, Milwaukee ci sta provando, anche Philly. Boston crede di potercela fare. Sanno che non devono passare più da Cleveland. Tutti ad Est pensano di poter arrivare alle Finals perché non devono più giocare contro di me. Sono stato esaltato dal vedere tutti i movimenti fatti ad Est. Quegli abbinamenti nel secondo round, nelle Eastern Conference Finals, questa merda sarà folle. Sarà divertente da guardare“. Così si era espresso nei giorni post trade deadline, LeBron James in riferimento ai movimenti fatti dalle contender ad Est. Il passaggio ai Lakers, ha sancito la fine del dominio del Re nella Conference. Negli ultimi 8 anni, erano state sempre le squadre di LeBron ad approdare alle Finals. In questa stagione la lotta torna quindi a riaprirsi e lo fa nel modo più equilibrato possibile. Quattro squadre su tutte che da aprile si daranno battaglia per il titolo di campione della Conference. Andiamo ad analizzarle in ordine e di classifica:

Milwaukee Bucks: l'arrivo di coach Budenholzer, ha permesso ai Bucks di trasformarsi nella squadra con il miglior record della Lega. Basti pensare che all'All Star break, Milwaukee ha solo una vittoria in meno rispetto all'anno precedente con ancora 25 partite da giocare. Un upgrade da imputare proprio al nuovo coach, capace di creare uno stile di gioco perfetto per esaltare le caratteristiche della sua stella, Giannis Antetokounmpo. Circondare il greco di pericolosi tiratori da 3 punti, gli sta permettendo di dominare all'interno del pitturato con una stagione che lo candida come uno dei più seri pretendenti per il titolo di MVP. Bisognerà capire se i Bucks riusciranno a reggere la differente pressione che avranno nei playoffs e come si adegueranno agli avversari che tenteranno in tutti i modi di togliergli le loro soluzioni preferite.

Toronto Raptors: l'arrivo in Canada di Kawhi Leonard aveva già fatto capire come i Raptors volessero cancellare le scottanti eliminazioni ai playoffs degli ultimi anni. L'ex Spurs, insieme ad un ottimo nucleo di giocatori e all'esplosione di Siakam, stavano confermando i risultati ottenuti nelle passate regular season. Con l'aggiunta di Gasol, arrivato nel giorno della trade deadline, Toronto ha compiuto quell'ultimo salto di qualità di cui aveva bisogno. La franchigia canadese adesso ha tutte le carte per giocarsi un posto alle Finals partendo forse da favorita. L'inserimento del centro spagnolo, unito all'esperienza e al talento di Leonard e Green saranno le armi in più dei Raptors nei playoffs. La franchigia più a nord della NBA può davvero sognare in grande.

Boston Celtics: ad inizio stagione, tutti davano i Celtics come i veri anti-Warriors. Dopo essere arrivati ad una partita dalle Finals si pensava che con i rientranti Irving ed Hayward, Boston non avrebbe quasi avuto difficoltà a primeggiare ad Est. Le problematiche in spogliatoio, con le continue accuse di non pensare al bene della squadra e di non essere ancora pronti per vincere, stanno però rallentando questo processo. Per molti i Celtics restano i favoriti grazie alla quantità di talento a disposizione, ma per fare strada nei playoffs sarà necessario risolvere le dinamiche interne.

Philadelphia 76ers: dopo anni di lavoro che hanno portato all'acquisizione di Embiid e Simmons, Philadelphia ha deciso di accelerare il "process" facendo all in per approdare alle Finals già in questa stagione. Nel mese di novembre, il front office dei 76ers aveva deciso di acquisire Butler tramite trade, sacrificando pezzi importanti della rotazione come Saric e Covington. Pochi giorni fa è arrivata l'altra sorprendente mossa che ha portato anche Harris nella città dell'amore fraterno. In questo modo, Philadelphia ha probabilmente il quintetto di maggior talento all'interno della Conference. La panchina sembrerebbe un po' corta, ma c'è tempo fino al 1 marzo per migliorarla tramite qualche buyout. Il process è finito e a Philadelphia è tempo di fare sul serio.

Fonte: l'autore Giuseppe Lo porto

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