Wrestling, Randy “The Ram Robinson”, un perdente invincibile

The Wrestler/Mickey Rourke: la mia unica fede è nelle ossa rotte e nei lividi che mostro

di Roberto Leonardi
Roberto Leonardi
(23 articoli pubblicati)
The Wrestler

Ok, la regia è di Aronofski, la colonna sonora di Clint Mansell, il pezzo finale di Springsteen, le interpreti femminili sono straordinarie, e va bene. Ma se parliamo di "The wrestler", è il Film di Mickey Rourke. Con il mezzo del cinema, viene descritto uno sport teatrale, creando un parallelismo con la vita dell'attore principale, cinema-teatro-realtá, bellissima acrobazia.

Dubbi sull'affermazione sport teatrale? Soprattutto su sport? Si, è tutto studiato dall'inizio, é una forma di intrattenimento che segue un copione, va bene, ma i wrestler sono atleti reali, si sfondano di allenamenti in più discipline, e oltretutto, quante volte abbiamo visto nello sport "vero", atleti dopati, risultati aggiustati o riscritti a posteriori? Quanta teatralità o pose?

Allora... Randy "The Ram" Robinson attualmente, è l'affievolito riflesso dello spettacolare campione degli anni 80: il vertice toccato al Madison Square Garden, nel match vinto contro l'Ayatollah, ora si ritrova a combattere in piccole palestre o circoli di periferia, e a scaricare casse in un supermercato. (E gli anni in cui era al top corrispondono all'epoca d'oro di Rourke, bello, ricco e famoso).

Si scopre il cameratesco mondo dietro il ring, dove i wrestler parlano di come sviluppare gli incontri, si fanno complimenti, si danno appuntamento per una birra dopo la serata... Poi però Randy torna a casa, anzi alla roulotte dove vive, ed è solo, terribilmente solo, un vecchio pezzo di carne maciullata, come dirà poi alla figlia che aveva abbandonato da piccola.
Intanto, accetta la rivincita contro l'Ayatollah, un match che promette una buona affluenza di pubblico nostalgico.

Dopo un incontro di avvicinamento all'evento, sviene negli spogliatoi, si risveglia in ospedale, dove gli viene chiaramente spiegato che il suo cuore non può più continuare a combattere e consumare droghe, steroidi, ed alcool. Una volta dimesso quindi chiede più ore di lavoro al supermercato, e passa al banco gastronomia. Ha da poco una vaga amicizia con una spogliarellista, Cassidy, che viola le regole del lavoro e accetta di vederlo al di fuori di esso, ed è lei a spingerlo verso una riconciliazione con la figlia. Riuscirà a strapparle un paio di incontri e un pizzico di credibilità nel suo comunque sincero pentimento. Pure una cena.

Alla quale però non si presenterà perché ubriaco dopo un malinteso con Cassidy, con la quale vorrebbe creare qualcosa al di la dell'amicizia. Amareggiato dal doppio insuccesso, va al lavoro stordito, dove un cliente insiste fastidiosamente nel riconoscerlo come vecchio wrestler in disgrazia. Allora infila la mano nell'affettatrice, tra sangue e imprecazioni manda al diavolo tutti e decide che la rivincita si farà, rischiando tutto.

Come Rourke è solo, isolato, col suo talento. L'unica cosa che probabilmente caratterizza entrambi, dopo aver compreso che sono troppo fuori asse in questo mondo. Prima della rivincita parla al pubblico, afferma che è la sua unica famiglia, e che solo questa potrà decidere il ritiro. Nel frattempo era arrivata Cassidy, a cercare di fermarlo, dimostrando che comunque prova qualcosa per lui. Ma lui va verso l'unica cosa che sa fare.

Randy/Rourke sono perdenti invincibili, i tentativi di mentirsi, per adattarsi a qualcosa che non è la loro natura, li riportano sempre al loro primitivo e autentico essere. Durante il combattimento inizia a sentire il cuore in affanno, forza ancora, finalmente l'Ayatollah è steso, Ram sale sulle corde, e mentre la folla lo acclama, si prepara a balzare sull'avversario, suda e piange, con le orecchie piene del suo nome gridato dal pubblico, poi salta, e a mezz'aria lo schermo si fa nero per alcuni secondi, poi parte il Boss:

Mi allontano dalle cose che mi hanno procurato conforto
Non posso rimanere nel luogo che considero la mia casa
La mia unica fede è nelle ossa rotte e nei lividi che mostro....
... allora hai visto me
quello che se ne va sempre
con qualcosa in meno
rispetto a quando è arrivato...

Fonte: l'autore Roberto Leonardi

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