And the winner is…: gli “awards” delle classiche di primavera

Personali considerazioni sul meglio del ciclismo 2018, fino ad oggi

di Paolo Gavarone
Paolo Gavarone
(23 articoli pubblicati)
2018 Tour Down Under - Stage 4

La Liegi Bastogne Liegi ha chiuso la prima fase della stagione ciclistica. In attesa del Giro d'Italia ecco un veloce riepilogo e i primi virtuali riconoscimenti del 2018 in stile Academy...

Miglior attore protagonista: Peter Sagan Ancora una volta gli sfugge la Sanremo. Al Fiandre viene messo sotto scacco dalla Quickstep. Vince con rabbia e spunto da velocista puro la Gand Wevelgem. Poi, quando già si inizia a discutere sul suo scarso feeling con le "monumento", lo slovacco si impone con un'interpretazione magistrale alla Roubaix. Demolisce gli avversari tatticamente e fisicamente, vola sul pavé, da una sistemata al manubrio con una brugola del cinque, trionfa nel velodromo da iridato

Miglior regia: l'ammiraglia Quickstep. Non appena ci si sposta a Nord, lo squadrone belga inizia a comandare. Che fossero forti lo si sapeva, che fossero cannibali no. Vincono 11 corse tra Fiandre e Ardenne. La Ronde di Terpstra, la Fleche di Alaphilippe e la Liegi di Jungels sono i capolavori, ma la Quickstep si dimostra determinante nello sviluppo della trama di tutte le gare. O portando alla vittoria i suoi corridori o costringendo gli altri ad azioni da fenomeni.

Miglior film: Milano Sanremo. Per quasi sette ore è un copione già visto, ma il finale è da brividi. Lo Squalo attacca in salita cogliendo l'attimo, pennella le curve della discesa del Poggio, pedala a testa bassa mentre dietro l'inseguimento è tanto forsennato quanto confuso. I favoriti si controllano, ma i ripetuti scatti sembrano riportano sotto il gruppo... La pedalata di Nibali non mostra segni di cedimento, ma la ruote veloci lanciano la volata e si avventano sul nostro eroe che però mantiene quel minimo vantaggio che gli consente di vincere a braccia alzate.

Miglior attore non protagonista: Philippe Gilbert. Unico corridore in attività ad aver vinto tre diverse monumento e un titolo mondiale, mette la sua esperienza e la sua mentalità vincente a disposizione della Quickstep. Corre tutte le "monumento" e nella primavera trionfale della sua squadra c'è sicuramente del suo. A 36 anni non può essere all'apice della sua forma fisica, ma svolge alla perfezione il suo nuovo ruolo, centrando anche un podio al Fiandre, corso da campione in appoggio a Terpstra.

Miglior colonna sonora: il pubblico delle Roubaix. In questa edizione che ricorderemo per molti motivi, purtroppo anche drammatici, merita un riconoscimento speciale il pubblico. Su ogni settore di pavé, folla. Chilometri di pubblico, impossibile fare un calcolo. Sicuramente l'equivalente di decine di stadi pieni. Le migliaia di voci e gli incitamenti sul beat delle bici che saltano sulle pietre sono stati una musica meravigliosa.

Migliori effetti speciali: Tro Bro Léon. Usciamo dai riflettori del Pro Tour. Questa corsa ci porta verso quelli che un tempo erano visti come i confini del mondo: Finistère, la Bretagna dura e contadina. Pavé, fango, sentieri, salite, discese, scorciatoie tra i campi lontano da tutti. Anche dal ciclismo contemporaneo. Sembra un viaggio nel tempo e nei sogni dei maniaci del pedale, invece è tutto vero, come il maialino dato in premio al primo bretone al traguardo.

Fonte: l'autore Paolo Gavarone

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