Warholm e Lasitskene i volti del quarto giorno al mondiale di Doha

Confermano il pronostico il norvegese nei 400 Hs e la russa (ANA) nell'alto, gli altri titoli per Stahl (disco), Nakaayi (800), Edris (5000), Chepkoech(3000 St)

di Mattia Gallo
Mattia Gallo
(22 articoli pubblicati)
Mariya Lasitskene

Quarto giorno all'insegna di poche sorprese al Khalifa Stadium, a Doha, ai mondiali di atletica. Sei finali disputate e di queste solo due hanno riservato sorprese, negli 800 femminili l'ugandese Nakaayi ha beffato sul traguardo le due americane Wilson e Rogers portando nello stato africano una bellissima medaglia d'oro. Altra sorpresa quella di vedere il ritorno al trionfo nei 5000 di Edris, trionfo etiope coronato dall'argento di Selemon Barega, la vecchia europa per un attimo ha sperato in una medaglia con Jakob Ingebrigtsen, che ha pagato una volata troppo lunga. Daniel Stahl finalmente, dopo le beffe per pochi centimetri a Londra 2017 e Berlino 2018, piazza un over 67 m che gli porta il titolo mondiale nel disco, festeggiato con salti di ostacoli e scatti con partenza direttamente dalla gabbia.

A illuminare la serata sono, però, le gare dei 400 hs maschili e dell'alto femminile che hanno visto trionfare i favoriti d'obbligo. Kastern Warholm ha bissato il risultato di Londra di due anni fa, il tempo non ci ha consegnato niente di eccezionale ma l'aver corso forte per tutti i turni ha lasciato poche forze nel serbatoio. Una finale di livello assoluto, dove in molti potevano giocarsi un posto sul podio, podio che si è deciso gli ultimi 60 m. Warholm è partito fortissimo, già dopo i primi 100 m aveva ricucito il gap con l'atleta della corsia accanto, mentre gli altri, Rai Benjamin, Kyron MacMaster e il padrone di casa Samba, si gestivano per almeno i primi 200 m. Se dopo l'ultimo ostacolo il norvegese aveva ormai un vantaggio incolmabile, e dietro di lui Benjamin era saldamente al secondo posto, per il terzo posto MacMaster era sceso dall'ultimo ostacolo davanti  a Samba, gli ultimi metri di gara ribaltano le posizioni e consegnano al padrone di casa il bronzo.

Nell'alto, invece, la gara che non ti aspetti, da tanto tempo non si vedevano quattro atlete provare i 2.02 m e, anche se l'oro è andato a chi ci si aspettava, questa ha dovuto lottare come quest'anno non le era mai successo. Mariya Lasitskene ha vinto il suo terzo oro mondiale, il secondo con la maglia di atleta neutrale autorizzata. Dietro di lei la sorpresa ucraina classe 2000 Yaroslava Mahuchick, che con 2.04 m ha stampato il nuovo record mondiale U20, peccato solo che dopo questa misura abbia rinunciato e si sia "accontentata" dell'argento. Il bronzo è andato all'americana Vashti Cunningham, altro giovane talento che non è alla prima medaglia internazionale. Solo quarta l'altra ucraina Yuliya Levchenko che era arrivata a Doha come colei che aveva interrotto il dominio della Lasitskene a inizio settembre a Minsk, nell'incontro Usa-Europa, i tre errori a 2.02 m l'hanno messa fuori gioco troppo presto.

Nella quinta giornata gare che si prospettano molto interessanti. L'asta maschile, con anche il nostro Claudio Stecchi, promette misure altissime visto il lotto concorrenti. E poi le finali dei 200 m, Noah Lyles è il favorito numero uno, con lui occhio a Ramil Guliyev e Andre De Grasse, e la finale degli 800 m che senza Tuka appare apertissima. 

Fonte: l'autore Mattia Gallo

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