Volley, nella Nations League Italia-Usa finisce 0-3

L'Italvolley maschile chiude il torneo con una netta sconfitta. Per coach Blengini molte domande ed una inevitabile certezza.

di Davide Mariani
Davide Mariani
(3 articoli pubblicati)
Volleyball - Olympics Day 16

Vince Micah. Palleggio tecnicamente perfetto e distribuzione mai approssimativa, Baranowicz prenda spunto. 

Una volta di più nella sua carriera Christenson mette in campo la sua classe e porta la nazionale americana ad una vittoria mai messa in discussione da un’Italia apparsa troppo sbiadita e sbadata per ricordare anche solo quella della sera prima, vittoriosa contro la Francia anche se tutt’altro che irresistibile.  Se Michele (Baranowicz) non è Micah (Christenson) anche Anderson non è Randazzo e Smith e Holt non sono Mazzone ed Anzani (e nemmeno Candellaro). Per lo meno ieri sera.  Troppo differente anche il peso al servizio messo in campo dalle due squadre e, come logica conseguenza, così diverse le percentuali in ricezione da permettere che ci possa essere partita.

 E se già, come detto, non ci sarebbe paragone fra i due registi anche a parità di numeri, è facile immaginarsi cosa possa succedere se Christenson gioca palla in testa e Baranowicz deve correre. USA-Italia: 3-0!

La partita. Finisce 25 a 23 per gli americani il primo set, condotto comunque sempre avanti nonostante i soli due punti di scarto finale, frutto di un paio di belle azioni punto consecutive di un Italia che prova ad accendersi intorno a metà set ma non sostiene la fiamma.  Finisce a 17 un inconsistente – per l’Italia – secondo parziale in cui Zaytsev, unico parzialmente ispirato e volitivo, ci regala la cosa più bella (diagonale da posto 2 nei 2 metri) ma anche un paio delle cose più brutte della sua gara discontinua. Più combattuto il terzo, che finisce ai vantaggi e che regala la sensazione di un’Italia più in partita, anche grazie ad un Parodi, subentrato a Lanza, sufficientemente intraprendente. Sensazione sì, perché quando gli statunitensi decidono che è arrivato il momento e accelerano, pareggiando a 22 un set vissuto in rincorsa e passando a condurre, si capisce che era stato un più demerito loro che reale crescita nostra. 

Verso il mondiale. Termina con questa sconfitta una Nations League iniziata lontano da casa nella maniera migliore e finita in patria, a Modena, nel tempio della pallavolo italiana e non solo, con un po’ più di punti interrogativi. O forse no. La disamina tecnica è tanto semplice quanto impietosa: non ci può essere altra Italia al di fuori di quella scesa in campo nella prima tappa del torneo. Tutto il resto è contorno. 

Il mondiale alle porte è affare diverso, vero. Vissuto in casa poi, sarà ancora più diverso di qualunque altro mondiale.  

Ma anche Osmany Juantorena è diverso da qualunque altro giocatore possa indossare, da posto 4, la maglia della nazionale così come, al momento, le mani di Giannelli, seppur giovani, sono le più uguali a quelle di registi che generano gioco nelle loro metà campo. Producendo differenza o tentando quanto meno di farlo. 

In tempi di risicate possibilità di scelta poter comunque disporre di un sestetto competitivo è già qualcosa. In tempi di programmazioni e preparazioni avere poche idee ma ben chiare può essere un vantaggio. La speranza è che gli dei della pallavolo conservino sani gli unici credibili protagonisti del nostro futuro mondiale, la certezza è che coach Blengini possa avere molti dubbi ma sicuramente non su quale sarà la formazione titolare.

Fonte: l'autore Davide Mariani

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