Volley: il bello e il brutto dell’Italia

Esordio positivo ma anche tante cose da rivedere, a cominciare dalla battuta

di Marco Michelli
Marco Michelli
(51 articoli pubblicati)
italia e giappone scendono in campo

Un colpo d'occhio magnifico, questo è certo. Gustarsi i colori del tramonto, la marea di cartoncini tricolori e le tinte arancio verdi del campo risulta davvero suggestivo per chi sta sugli spalti, figuriamoci per i giocatori. Se poi si parte con un 3-0 la serata si chiude nel tripudio generale e la festa dell'esordio è completa.

Tante le istantanee che ben descrivono la gioia della serata romana, con in primis il pubblico, quella marea umana gioiosa e di tutte le età che ha invaso il Foro. Bambini con le maglie delle loro società, giovani e meno giovani insieme in una festa che i nostri stadi hanno dimenticato, se si esclude il rugby. In questa bella immagine merita menzione anche il Presidente Mattarella, che non solo scende in campo a salutare le nazionali cambiando il cerimoniale, ma che accende pure il cellulare per far brillare le luci negli intervalli della partita. Plauso anche per il coinvolgimento generale, con la menzione che spetta al bambino giapponese che, inquadrato dalla telecamera, si esibisce in una danza senza freni e allo striscione "Mila e Shiro ce spicciano casa" vero emblema della goliardia romanesca.

Tuttavia, archiviata la pratica potrebbe essere utile proporre qualche considerazione su cui lavorare per il futuro. Questo perchè i piccoli grandi errori che la vittoria ha mascherato, con avversari ben più pericolosi dei giapponesi potrebbero metterci in seria difficoltà.

Battuta: 18 servizi sbagliati sono quasi un set, troppe. Nelli, entrato solamente per farle, le ha sbagliate tuttte, mentre Anzani e Mazzone possono decisamente fare più male.

Errori: le statistiche ne contano 25. Tra questi almeno tre sembravano fatti da principianti. D'accordo l'assenza di punti di riferimento sopra la testa però è un dato che non possiamo permetterci.

Cambi: li avete visti i sostituti? Ovviamente no, dato che tranne i cambi del libero e le battute del nostro numero 20 non sono stati utilizzati. Magari anche per loro sarebbe opportuno sciogliere la tensione prima di situazioni difficili. Insomma per Blegini c'è parecchio da lavorare per arrivare a Torino, pensando che Russia e Brasile al momento sono ancora lontani.

Si chiude in un tripudio collettivo e per la prima serata va bene così. Peccato solo che l'omaggio ai campioni del passato, quei mitici azzurri capaci di vincere tre Mondiali consecutivi negli anni '90, sia passato in sordina tra un cambio di battuta e l'altro, perchè Papi, Zorzi, De Giorgi e gli altri meritavano di più. Un altro neo della serata, almeno per uno che la pallavolo l'ha vissuta in tutti i suoi cambi di pelle, è l'utilizzo eccessivo della musica e dello speackeraggio. La pallavolo è talmente bella che si può godere anche senza 'essere martellati' su ogni punto.

Fonte: l'autore Marco Michelli

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