Volley e adesso? Bisogna vincere, anche se un 3-0 può non bastarci

L'Italia si butta via in una serata nerissima, palesando difficoltà in ogni parte del campo

di Marco Michelli
Marco Michelli
(51 articoli pubblicati)
la serbia celebra la vittoria

La partita con la Serbia è stata un disastro su tutta la linea. Peccato, peccatissimo, perché in un gironcino con solo due partite perdere in questo modo non solo fa male ma rischia di estrometterci dalle semifinali.

Basta solamente un rilievo statistico per darci la portata della debacle: il 3-2 del terzo set è il nostro primo e unico vantaggio in tutta la partita! Cosa è andato male? Tutto, senza poter salvare nulla.
Lanza? il peggiore. 

Giannelli? Per la prima volta poco lucido.
Juantorena? Nullo.
Anzani? Gira a vuoto
Zaytsev? A corrente alternata.
Colaci? Perfino lui è sembrato titubante è indeciso.
Blengini? Il nostro condottiero sembrava non sapere da che parte cominciare per correggere la situazione e cercare di mettere pezze da ogni parte. Le sue parole in ogni time out – addirittura due chiamati a 15, ossia ad un punto da quello tecnico – sembravano impalpabili tanto da farlo arrivare, lui così preciso e calmo in ogni situazione,  a dire una parolaccia in diretta.

"Compattare il muro".
"Fare le cose con calma".
"Partire da i fondamentali".
"Giocare sulle mani avversarie".
"Dare continuità al nostro gioco".
Prediche nel deserto.

I ragazzi di Grbic hanno fatto le cose in modo magnifico e ci hanno passato in tutti i modi possibili, partendo da un servizio poderoso che gli ha permesso di fare 10 ace. Perfino il pubblico torinese è sembrato incapace di dare quella scossa ad una nazionale sempre in balia dell’avversario.

Ecco allora che tutti i nostri piccoli e grandi difetti sono emersi inesorabilmente contro un avversario sontuoso, che non ha permesso di respirare e non ha sbagliato nulla. Di più, hanno preso qualsiasi pallone, fosse una pipe o una veloce; difendevano con le spalle, le gambe o di rimbalzo tanto che la palla a terra sembrava non voler cadere mai nel loro campo.
Kovacevic fa punto mettendola in campo con la sinistra. Ivovic piazza 5 servizi vincenti (4 in un solo set). Il libero Rosic ha preso l’impossibile. Jovovic ha alzato la qualsiasi. Atanasijevic non l’abbiamo mai visto. Podrascanin ci ha ricordato qual è il valore aggiunto di avere centrali forti. 

La mazzata finale ce la dà Atanasijevic in conferenza: “La differenza? Noi abbiamo giocato tante partite contro squadre forti...”, come a ricordarci che avere un sorteggio facile non porta a vincere…

Insomma, abbiamo vissuto una serata davvero storta dove ci si è messo pure il net a giocarci contro, regalandogli 3 punti.

Perdere contro simili avversari ci può stare, questo è fuori di dubbio, ma fa male soprattutto perché anche sotto di 2 set bisognava tenere i nervi saldi e pensare che ogni punto aveva un valore immenso, in ottica di classifica e che anche solo arrivare al quinto avrebbe rappresentato un valore incommensurabile.
 
E, tanto perché al peggio non c'è mai fine, questa volta nemmeno il commento televisivo è stato all’altezza, giacchè alla fine non sono riusciti a darci (né a chiedere commento a qualcuno degli intervistati) l’unica risposta che veramente sarebbe stato utile conoscere: cosa accade ora?

Ecco questo è il punto. Restiamo appesi ad un filo, sottilissimo. Le nostre speranze sono legate al fatto che Podrascanin e soci battano con qualsiasi punteggio la Polonia.
Per giocarci tutto con i polacchi possiamo perfino accontentarci di una vittoria biancorossa al tiebreak. Le altre opzioni ci condannano inesorabilmente ad uscire di scena. Per condensare il tutto: se stasera la Polonia dovesse vincere 3-1 per noi è finita.

In ogni caso dobbiamo sperare in un favore della Serbia e poi non solo dobbiamo vincere ma battere 3-0 i polacchi. E non sarà affatto semplice con il braccino che la tensione accumulata ci porterà in avvio. La realtà è che abbiamo buttato tutto in una sera. Domani siamo chiamati all’impresa e giocare i nostri palloni come se non ci fosse un domani e vincere 3-0. Sperando non sia troppo tardi, siamo chiamati ad affrontare le nostre peggiori paure per evitare che non diventino un incubo: qualsiasi altra opzione non possiamo permettercela.

Fonte: l'autore Marco Michelli

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3 COMMENTI

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  1. mwm - 2 anni

    segnalo che c’è un refuso nell’articolo: la frase “In ogni caso dobbiamo sperare in un favore della Serbia e poi non solo dobbiamo vincere ma battere 3-0 i polacchi” va corretta con “In ogni caso dobbiamo sperare in un favore della Serbia ALTRIMENTI non solo dobbiamo vincere ma battere 3-0 i polacchi e sperare nel calcolo dei punti”.

  2. mwm - 2 anni

    se non meno ancora

  3. mwm - 2 anni

    per esigenze di spazio nell’articolo non ho potuto precisare che, se la Polonia stasera dovesse vincere 3-1 con la Serbia, non ci sarebbe la certezza matematica della nostra estromissione. Però quasi: perchè in tal caso domani dovremmo vincere 3-0 e lasciando ai nostri avversari la miseria di 51 punti (media di 17 a set)…

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