Volley, 3-0 vs Turchia. Finalmente le azzurre battono una squadra vera

Finora era impossibile valutare la squadra di Mazzanti perché le avversarie erano scarse: ora la Final Six diventa possibile. E se prendiamo punti alla Cina...

di Marco Michelli
Marco Michelli
(51 articoli pubblicati)
La Sylla supera il muro turco - GetImage

Da sabato scorso, giorno di apertura del mondiale femminile, ogni mattina gli appassionati di volley buttano un occhio agli aggiornamenti del sito Gazzetta.it perché è l’orario in cui, oltre agli approfondimenti degli avvenimenti del giorno prima, si può conoscere il risultato che la nazionale italiana di Mazzanti ha fatto in Giappone.

E questa mattina la notizia è stata la migliore possibile, perché il trionfo contro la Turchia ha un valore immenso. Infatti, se fino adesso le azzurre avevano fatto bottino pieno contro squadre mediocri (Bulgaria, Canada e Cuba) il match contro le ragazze di Guidetti rappresentava il vero banco di prova per testare le nostre speranze in ottica di qualificazione. Non parliamo certamente della seconda fase, dove siamo già matematicamente inserite, ma dell’approdo tra le magnifiche sei che potranno giocarsi i posti per le semifinali.

E proprio la Turchia era l’unica formazione contro la quale ci si poteva giocare il secondo posto: per questo la vittoria ha un grande valore perché i tre punti ci fanno arrivare a dodici totali, numero minimo fondamentale per avere ambizioni da Final Six al turno successivo, visto che la formula consente di portare in dote tutti i punti ottenuti. Al momento, infatti, solamente la Serbia può vantare un punteggio immacolato, giacchè la Russia seppur imbattuta ha perso un punto contro la sorprendente Thailandia.

Mentre scriviamo, solamente gli Stati Uniti e la Cina possono arrivare a fare gli stessi punti (e lo faranno facilmente): proprio lo spauracchio cinese domani mattina sarà in nostro ultimo avversario in questa Pool B. Sulla carta hanno tutto per batterci agevolmente, anche se lo stato di forma di Chirichella e compagne e la determinazione mostrata fino adesso, possono farci guardare lontano, a prescindere da come andrà la gara contro le asiatiche. Già perché la qualificazione alla Final Six rappresenta per le nostre atlete un risultato ottimo, se non l’obiettivo di questi mondiali che, ricordiamo, devono servire principalmente a far fare esperienza a ragazze con una media inferiore ai 23 anni e che annoverano ben dieci atlete alla prima esperienza iridata.

Parliamo di un gruppo che nel recente passato ha fatto la storia juniores, regalandoci ben due titoli mondiali consecutivi under 18 (2015 e 2017): per questo il futuro si chiama, anzi dovrà inevitabilmente portare i nomi di Paola Ogechi Egonu, ancora una volta migliore realizzatrice anche contro la Turchia eMiryam Fatime Sylla, tanto per citare le nostre due migliori bocche di fuoco.

Adesso, sulla strada mondiale il livello si alza e le azzurre, a prescindere dalla partita con la Cina, possono ambire a recitare non solo come semplici comparse.

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Fonte: l'autore Marco Michelli

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