Vincenzo e la Milano Sanremo, il ciclismo che piace

Con la splendida vittoria nella Classicissima, Nibali si impone come il corridore della sua generazione con il palmares più completo e prestigioso

di Paolo Gavarone
Paolo Gavarone
(23 articoli pubblicati)
Milan-SanRemo

Clonate lo Squalo. Ciclisti così sono fondamentali per il nostro sport. Ciclisti che pedalino per un’annata intera. Che sfidino le insidie delle discese della Riviera di ponente e poi i muri delle Fiandre e le Cotes delle Ardenne. Che nei grandi Giri lottino per la classifica. Che ci accompagnino nella nostra passione fino all’autunno, nella bolgia del mondiale e tra le brume del Lombardia. La passione va alimentata. Uno sport romanzesco come il ciclismo ha bisogno di protagonisti che non spariscano dopo un capitolo.

Verissimo, il calendario del ciclismo non permette di essere competitivi sempre e comunque, ma è anche innegabile che un ciclista non può entusiasmare se punta a uno o due eventi l’anno. I ragionamenti sulle modifiche del calendario, peraltro condivisibili, con più squali in giro sarebbero, almeno in parte, superflui.

La programmazione c’è sempre stata. Coppi non ha mai corso Fiandre e Liegi, Moser ha fatto solo un Tour, Saronni non ha praticamente mai calcato il pave’, Pantani è leggenda grazie alle vittorie nei grandi giri. Ma tutti questi campioni (e non solo questi, fortunatamente) erano corridori che avevano il gusto della sfida e aggiungevano sempre qualcosa di inatteso alla loro stagione. Fosse anche solo che sparata sulla Cipressa, come quella del Pirata annata ‘99. E se sono ancora nell’immaginario di tutti è perché hanno tentato di vincere anche contro i pronostici e la razionalità.

Nibali ha fatto riconquistare al ciclismo le prime pagina correndo da campione una corsa che apparentemente offriva poco per esprimere il suo talento, dove era relegato tra gli outsider e che per molti dei suoi avversari era invece l’appuntamento centrale della stagione. Ha dimostrato, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, che il ciclismo è imprevedibile e che, con classe, testa e gambe, si può vincere anche fuori dalla propria comfort zone.

Un’azione del genere supera i confini limitati degli appassionati di ciclismo. E’ un gesto che trasmette coraggio ed entusiasmo e che fa capire quanto possa dare in termini di spettacolo ed emozione questo sport. E se domenica primo aprile ci saranno più occhi puntati alla partenza del Giro delle Fiandre sarà perché la Sanremo 2018 è stata la migliore rappresentazione del ciclismo che piace.

Fonte: l'autore Paolo Gavarone

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